Domenica 07 Dicembre 2008

Natale amaro per seicento prof
Non avranno i soldi degli esami

Natale amaro, e soprattutto povero, per le scuole comasche. Non solo non ce la fanno più a pagare i supplenti, e il molti casi devono ancora liquidare le attività aggiuntive svolte lo scorso anno dal personale di ruolo, ma sfuma anche l’impegno a saldare i compensi per gli esami di maturità, finiti dalla bellezza di cinque mesi. 
Questi punti dolenti, con l’aggiunta delle visite fiscali che l’Asl vorrebbe pagate dalle scuole, saranno all’ordine del giorno della conferenza di servizio dei direttori amministrativi, organizzata dall’Ufficio scolastico provinciale per martedì prossimo. E gli stessi temi torneranno inevitabilmente anche in quella dei dirigenti, in programma la settimana successiva.
«Per gli esami di Stato non è pervenuto da Roma il fabbisogno a saldo - spiega Antonio Scauzillo, direttore amministrativo del Pessina in prima linea -, quindi quasi tutte le scuole, che hanno corrisposto un acconto del 50%, non potranno corrisponde la parte restante entro la fine dell’anno». In soldoni, «i commissari interni aspettano 230 euro, quelli esterni 500-600 e i presidenti di commissione anche mille, o qualcosa di più, a seconda dell’indennità di trasferta». Cifre che vanno rapportate a 522 commissari e 87 presidenti, impegnati tra giugno e luglio per esaminare 3.595 candidati.
Comunque il debito con i commissari d’esame è una goccia nel mare dei 3 milioni di euro che le scuole comasche attendono da Roma. Da quanto è stato denunciato il maxi buco, due mesi fa, qualche tranche è arrivata, ma il ripianamento del debito si è arenato in Parlamento, dove il sottosegretario Giuseppe Pizza, rispondendo a un’interrogazione dell’onorevole Chiara Braga, ha riconosciuto un mancato finanziamento di un milione, e non di tre.

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