Martedì 07 Aprile 2009

POLEMICA SULLE CASE CROLLATE:
"MATERIALI E PROGETTI SCADENTI"

"I crolli della Casa dello studente e dell'Ospedale di L'Aquila sono inspiegabili: gli edifici progettati in cemento armato, con calcestruzzo e acciaio, hanno una notevole capacità di resistere ai sismi, certo non catastrofici, ma almeno fino al 6/7 grado Richter".

L'indagine
Il secondo giorno dopo il sisma divampa la polemica sugli edifici, anche moderni, crollati come un castello di carta. A partire dall'ospedale dell'Aquila, cominciato negli anni sessanta e completato alla fine degli anni Novanta, ma anch'esso ormai inagile al 90%.
Una questione non di poco conto in vista del varo del programma di ricostruzione per il quale il governo vuole tempi strettissimi.
Intanto, per capire se vi sono stati abusi o errori la procura dell'Aquila ha aperto un fascicolo a carico di ignoti nel quale s'ipotizza il disastro colposo.



"Cattiva costruzione"
L'architetto Massimiliano Fuksas, intervistato da Apcom, si dice profondamente colpito dal dramma causato dal terremoto in Abruzzo. Sul perchè queste ed altre strutture recenti siano collassate con tanta facilità, spiega, ci sono "tantissime ipotesi. Soprattutto una cattiva progettazione strutturale: bisognerebbe analizzare l'acciaio che è stato usato, come è stato piegato, che tipo di disegno aveva. In 15 giorni si potrebbe capire quello che è successo facilmente, è un pensiero scientifico non un'alchimia chimica".
"Negli ultimi anni - continua Fuksas - la legge è però cambiata ed ha migliorato sostanzialmente la visione che avevamo prima sulle aree soggette a rischio sismico, ampliando la mappa delle zone a rischio molto più che nel passato".
Quanto al "piano casa" varato dal governo, Fuksas conclude: "Mi sono sempre battuto per un progetto con 2 o 3 milioni di case con un affitto sociale ed è il momento buono per mettere le poche risorse ed energie che abbiamo in questa politica. Ovviamente pensando a forme di vita, di habitat, di socialità e sicurezza che al momento le città italiane non hanno".

Norme ignorate
Prescrizioni antisismiche del tutto ignorate negli ultimi 40 anni. Questo fanno pensare, secondo Claudio Chesi, professore di scienza delle costruzioni al politecnico di Milano, le conseguenze del terremoto in Abruzzo.
Spesso, spiega, si risparmia sul calcestruzzo, o sulla progettazione antisismica che è molto costosa. "Nell'esecuzione dei lavori - spiega Chesi - può scappare un problema di risparmio, spesso la qualità del calcestruzzo è molto bassa. Ma anche a livello di progettazione a volte c'è qualche problema, perché una progettazione antisismica ben fatta comporta un costo elevato".
Anche il cemento armato, sottolinea l'esperto, "di per sé non è una garanzia. Quello che conta è il criterio di progettazione. Le armature del cemento armato devono contenere un certo numero di barre, dimensionate correttamente".
Certo, sottolinea, è comprensibile che gli edifici più antichi abbiano subito danni rilevanti. Ma lo è molto meno per gli altri: "C'è da chiedersi - sottolinea - se per le costruzioni realizzate negli ultimi 40 anni non siano state ignorate del tutto le prescrizioni antisismiche". "Bisogna però distinguere - sottolinea Chesi - tra gli edifici crollati e quelli solo danneggiati". I criteri antisismici, spiega, puntano prima di tutto a far rimanere in piedi le strutture, per evitare che le persone vi rimangano intrappolate sotto, e non a evitare i danni in generale.
 
Il caso dell'ospedale
L'ospedale di San Salvatore, però, non era una struttura qualsiasi. La struttura sanitaria non avrebbe solo dovuto rimanere in piedi, ma avrebbe dovuto restare anche pienamente efficiente. "Il fatto che abbia riportato ampi danni vuol dire che qualche problema c'era", commenta Chesi. Il nuovo piano casa del Governo, prosegue il professore, potrebbe rappresentare una opportunità per fare verifiche complessive sui fabbricati, ma "bisogna andare molto cauti. Le masse aggiunte non devono aumentare le vulnerabilità, occorre fare attenzione".

u.montin

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