Domenica 01 Febbraio 2009

Ratti, addio allo shopping store di Guanzate

Un altro brutto segnale per l’economia lariana. La Ratti deve fare "cassetto" e dopo quello di Como dice addio anche allo shopping store di Guanzate. Al termine di qualche mese di sconti e offerte speciali, chiude un altro pezzetto della storica azienda. Sabato 14 febbraio, San Valentino, è infatti l’ultimo giorno di lavoro del personale addetto alle vendite del negozio. Un modo triste per celebrare una ricorrenza che a Ratti stava particolarmente a cuore: quella dell’amore. Era infatti tradizione che il cavalier Antonio Ratti prima e la figlia Donatella poi, per il "Santo degli innamorati", spedissero cravatte con splendidi cuoricini stampati. Un omaggio per deliziare amici, clienti e rappresentanti istituzionali, un pensiero sempre gradito che arrivava puntuale ogni anno, cuoricini che rispecchiavano i "mood" di stagione, cuoricini di colore differente, ma sempre con la stessa impostazione di base. Quest’anno però bisognerà badare più al sodo. La situazione di sicuro non è delle migliori e, dopo gli annunciati dodici mesi di cassa integrazione straordinaria per 520 dipendenti su 580 lavoratori, un nuovo inasprimento della politica aziendale di razionalizzazione e risparmio sui costi che questa volta va a toccare la parte commerciale, quella al dettaglio, che negli anni, ha permesso a molti vip di conoscere la seta di Ratti.
Trova così conferma la notizia che la Ratti ha scelto di portare in cassaforte quattrini con la vendita dell’immobile che ospitava lo spaccio e una parte dell’azienda. Un piano che da anni è diventato inevitabile per un’azienda la cui parole d’ordine è tagliare. Tagliare, tagliare e razionalizzare. D’altra parte é da almeno una decina di stagioni che il gruppo chiude bilanci in rosso per milioni e milioni di euro.
Una nuova tegola cade quindi sulla Ratti e mette in ginocchio i vertici del gruppo. Dopo la chiusura del primo negozio al dettaglio di Como, che aveva sede nella lussuosissima Villa Sucota, residenza di fama internazionale e conosciuta nel mondo (meta quasi obbligata per i vip ospiti di Villa d’Este) ora tocca a Guanzate. E se da un lato il giro d’affari non era da considerarsi dei migliori e il numero dei dipendenti che verranno coinvolti non andrà ad incidere sul deficit aziendale, la location rappresentava per l’azienda una vetrina "cool" per il mondo della moda ed era un punto di riferimento per sostenere un piano di marketing territoriale allargato a tutta la provincia. Un segno ulteriore della storica Como della seta che se ne va.

a.cavalcanti

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