Venerdì 09 Gennaio 2009

Rebbio, linea dei bus a ostacoli
Pensionati contro Caradonna

«Dopo tre anni di ripetute richieste e mobilitazioni per la linea 3 dei bus ci viene risposto che non gliene frega un c... di quattro pensionati che abitano a Rebbio e che se vogliono gli manda un taxi che gli costa meno. Via Giussani e le vie limitrofe chiedono solo di riavere un servizio, tolto in modo spregiudicato da un assessore, tra l’altro sfiduciato (il riferimanto è a D’Alessandro, anche se tecnicamente la mozione non passò per un voto, ndr). Forse potremmo prendere per buona una frase che lo stesso Caradonna, in un momento di lucidità, ci ha sussurrato: bloccare gli autobus». Il segretario dei pensionati Spi-Cgil, Alberto Filippini, ha preso ieri carta e penna per sparare a zero contro l’assessore ai trasporti Fulvio Caradonna. L’esponente di An è accusato di arroganza e di aver dato la risposta di cui sopra (oltre ad altre invettive) durante «l’incontro odierno», in presenza del dirigente alla mobilità Pierantonio Lorini. Il nodo del contendere è sempre lo stesso: i pensionati diretti da Rebbio a Como sono costretti a scendere in via Scalabrini, percorrere circo 80 metri a piedi per poi prebndere la linea 1 o il C50. L’assessore, contattato per una replica, è caduto dalle nuvole: «L’ho incontrato un mese e mezzo fa nel mio ufficio e ho provato a spiegargli a più riprese l’impossibilità di ripristinare la vecchia linea 3 (Rebbio-Albate-Muggiò-San Giuseppe-Como città-Ponte Chiasso), assolutamente antieconomica ad eccezione di poche corse giornaliere. Ma sono stato costretto ad allontanarlo, sia pure garbatamente. La minaccia di blocchi, che ribadisce nel comunicato, e il suo atteggiamneto sgarbato erano intollerabili, tanto più in una sede istituzionale.

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