Lunedì 27 Aprile 2009

Scienze, Como blocca i prof in fuga

Ancora un colpo di scena nella vicenda che vede coinvolta la facoltà comasca di Scienze dell’Università dell’Insubria. Più volte definita «a rischio chiusura» nelle ultime settimane a causa di scelte che, se confermate, avrebbero favorito la facoltà varesina dello stesso ateneo, ora potrebbe salvarsi. Il condizionale rimane obbligatorio, tuttavia nelle ultime ore sembra essersi aperto più di uno spiraglio positivo.

LA SVOLTA Le novità riguardano, in particolare, il ventilato trasferimento di ben dodici docenti dalla facoltà di Como a quella di Varese. Un trasferimento che avrebbe comportato, in sostanza, la morte della sede comasca di Scienze (con una simile emorragia di professori sarebbero stati certamente chiusi i gettonatissimi corsi di laurea in Scienze dei beni culturali e Scienze e tecnologie dell’informazione). Lo spostamento era stato avallato, lo scorso 17 marzo, dal consiglio di facoltà varesino, che aveva approvato le richieste di dieci professori su dodici. E anche per l’approdo a Varese di un docente di Giurisprudenza attualmente in organico a Como era arrivato l’assenso. Adesso, però, il quadro è nuovamente cambiato: il consiglio di facoltà di Scienze di Como sarebbe pronto, infatti, a scegliere la strada dell’ostruzionismo pur di scongiurare l’addio di un numero così elevato di docenti. Non darà, cioè, alcun via libera all’operazione, tanto che la richiesta di trasferimento arrivata dai professori non comparirà tra i temi all’ordine del giorno della prossima riunione del consiglio. Uno “stratagemma” già messo in atto dalla facoltà di Giurisprudenza che, in questo modo, ha bloccato la fuga del docente destinato a Varese. A mettere definitivamente la parola fine sulla controversa questione, peraltro, potrebbe essere il Senato accademico, che si riunirà il prossimo 6 maggio.

IL RETTORE A COMO Intanto, il rettore dell’Insubria Renzo Dionigi ha deciso di prendere posizione ufficialmente sulle polemiche di queste settimane, imbeccate dalla lettera di un gruppo di docenti di Como che denunciavano uno squilibrio sempre più evidente tra la sede di Varese dell’ateneo (favorita) e quella di Como. Dionigi interverrà sull’argomento il prossimo 30 maggio, a un mese esatto dalla pubblicazione della lettera di denuncia. «Replicherò a tutte le questioni relative al rapporto tra le sedi universitarie non appena avrò completato la raccolta dei dati - aveva spiegato - Illustrerò, sulla base dei numeri, che il presunto squilibrio tra Como e Varese non esiste e, dove vi fosse, avrebbe specifiche giustificazioni». Lo stesso rettore, nei prossimi giorni, incontrerà anche il primo cittadino di Como Stefano Bruni. Uno dei temi al centro del confronto sarà l’ingresso del Comune nel consiglio di amministrazione dell’Insubria, dove già siede la Provincia.

a.cavalcanti

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