Martedì 03 Febbraio 2009

Scuola, tutti danno ragione a Scaglione

«Nel mondo della scuola regna il caos, lo sfogo del provveditore è comprensibile». Da presidi, docenti e genitori arriva un sì quasi unanime alle parole di Benedetto Scaglione che, di fronte all’ennesimo colpo di scena (la bocciatura da parte della direzione regionale dei nuovi indirizzi per le superiori, giunta a meno di un mese dalla chiusura delle iscrizioni), aveva annunciato il suo addio: «Potrebbe essere la goccia che fa traboccare un vaso già pieno. Mi sono dato tanto da fare, sempre in buona fede, ma non ho raccolto i frutti. Le amarezze si sono stratificate. Non si può andare sempre controcorrente, devo arrendermi».
Presidi e professori lariani condividono. Non a caso, molti hanno scelto la strada della pensione. Tra questi, il dirigente del «Pessina», Antonio Di Martino: «Viviamo in una perenne incertezza, dal ministero annunciano una novità e pochi giorni dopo la smentiscono - sottolinea - Non si può andare avanti così. Emblematico il caso del voto in condotta: le nuove indicazioni sono arrivate quando avevamo finito gli scrutini. Speravamo che l’autonomia ci garantisse maggiore stabilità, ma è rimasta solo sulla carta. Capisco la delusione del provveditore». Il preside del Volta, Bruno Saladino, è netto: «Siamo costretti a vivere alla giornata, lo trovo inaccettabile - afferma - Dire una cosa e contraddirsi subito dopo è diventata una prassi del ministero. È vero che da Berlinguer in poi è stato un cambiamento continuo, ma nell’ultimo anno abbiamo raggiunto livelli mai toccati prima. Penso alla vicenda degli indirizzi stoppati, ma anche al caos sul voto in condotta, alle riforme annunciate e poi ritirate. Non abbiamo certezze nemmeno sulle materie da prevedere per l’anno prossimo. Ogni giorno mi viene voglia di mollare». Anche tra i professori il malcontento è diffuso: «Il provveditore ha ragione da vendere - sostiene Aniello Rinaldi, del Caio Plinio - Le novità si susseguono in continuazione, spesso con tempi di applicazione ristrettissimi e di conseguenza manca chiarezza». «Tra colleghi ne parlavamo proprio oggi - dice Ornella Marelli, docente del liceo Volta - Siamo sempre in bilico e non è certo la condizione ideale, si rischia di perdere le motivazioni. Ormai non si può più predisporre una programmazione di ampio respiro». Esasperati i genitori: «È una giungla, ogni mese cambia tutto - dice Guido Grilli, del consiglio d’istituto di Como Lago - Tanti ragazzi di terza media sono in crisi, perché avevano scelto uno dei nuovi indirizzi del Setificio che ora sono stati cancellati. Mi sembra incredibile». «Ci sono troppe modifiche improvvise, troppa confusione - aggiunge Paola Fagetti, madre di uno studente della Foscolo - Così ci creano solo disagi alle famiglie». Fuori dal coro il preside del Giovio, Sergio De Felici: «Chi accetta di fare questo lavoro sa bene che dovrà fare i conti con imprevisti e novità ogni giorno. Già negli anni Ottanta arrivavano comunicazioni all’ultimo minuto, mentre eravamo in spiaggia…».

a.cavalcanti

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