Strage, il processo accelera

Il giudice impone ritmi serrati: solo due udienze per i testi della difesa

Non dovessero emergere novità tali da convincere i giudici dell’Assise a richiamare in aula alcuni dei testimoni pro-imputati "tagliati" dalla Corte, il prossimo 27 marzo il dibattimento per la strage di Erba potrebbe già essere dichiarato chiuso. In chiusura dell’udienza di stamane, terminata poco dopo mezzogiorno, il presidente della Corte Alessandro Bianchi è stato perentorio e ha imposto alla difesa un «calendario definitivo e tassativo» per esaurire tutti i testimoni ammessi, consulenti di parte compresi. Poi, salvo colpi di scena, spazio a requisitoria, arringhe e alla sentenza che - in linea teorica - potrebbe arrivare già a metà aprile.
Nell'udienza di questa mattina, intanto, ha deposto un'operatrice del carcere che ha effettuato numerosi colloqui con Olindo Romano e che ha riferito dell'insistenza con cui l'imputato chiedeva la possibilità di avere una cella matrimoniale per sé e per la moglie: "Noi siamo sposati - ha detto il presunto killer di Erba - e il matrimonio per me è un valore. L'istituzione deve tutelare questo valore". 

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