Venerdì 16 Gennaio 2009

Sul Lario bilanci virtuosi
"Il governo ci premi"

La polemica sull’autorizzazione al Comune di Roma a "sforare" il patto di stabilità, legata alle proteste dei sindaci del Carroccio, ha tenuto banco ieri mattina a Montecitorio (con l’astensione della Lega è passato un ordine del giorno al decreto anti-crisi del Pd che «impegna il Governo a valutare la possibilità di escludere dai saldi utili del patto di stabilità interno degli enti locali i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa a fronte di impegni regolarmente assunti») arriva sul Lario.
Sul fronte Palazzo Cernezzi sostiene che la legge va applicata, ma chiede anche interventi per il futuro con l’introduzione di una sorta di "premio" per le amministrazioni virtuose in modo da consentire un incremento della quota utilizzabile per gli investimenti. In pratica premiando i più bravi. «Tralasciando la vicenda Roma che possiamo includere nell’eccezionalità - interviene l’assessore al Bilancio Alessandro Colombo (FI) - posso dire, con un cauto ottimismo, che rispetteremo il patto di stabilità relativamente al 2008 grazie a un attento controllo della spesa». Poi rilancia e invita a guardare oltre: «Per il futuro, però, si dovrebbe studiare un meccanismo che premi le amministrazioni che, in questi anni, stanno gestendo bene le realtà locali. Questo potrebbe avvenire consentendo la possibilità di una maggiore elasticità negli investimenti a chi rispetta il patto di stabilità con certe percentuali». Sulla protesta dei sindaci? «La legge va rispettata e la rispetteremo, ma le amministrazioni virtuose non possono essere penalizzate».
Il dibattito è già arrivato, ovviamente, a Villa Saporiti guidata dal lumbard Leonardo Carioni (che è anche sindaco di Turate). Carioni dice che «la Provincia riuscirà a rispettare il patto di stabilità, ma con grande difficoltà». E poi lancia l’allarme come aveva già fatto in estate e che adesso vede la rivolta dei sindaci lumbard autorizzati moralmente da Umberto Bossi a sforare i tetti. «Il problema vero - tuona Carioni - è che vengono conteggiate anche le spese per gli investimenti e in questo modo si snatura il compito di un’amministrazione, composta da una squadra di persone che lavorano per il territorio. Compito dell’amministrazione è, infatti, quello di realizzare opere pubbliche e di farne tante. In sostanza chi spende di più per investimenti dovrebbe essere premiato, mentre con i meccanismi attuali è penalizzato. Così non va bene»

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