Tavecchio e la corsa in Figc
Spunta il fronte No-Tav

Agnelli contro. Il comasco Terraneo: «Può fare come Franchi»

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COMO

Il comasco Carlo Tavecchio in pole position per la presidente federale. Ma sulla sua pelle si sta combattendo una gara dura, cruenta, violenta. Mentre i quotidiani riesumano scheletri nell’armadio dei suoi dilettanti, dove la violenza la fa spesso da padrone, e dei suoi trascorsi politici burrascosi il fronte dei presidente si spacca: a Forte dei Marmi Preziosi e Lotito fanno gruppo per lui, dall’altra parte Della Valle-Agnelli e De Laurentiis non lo vogliono e votano Albertini. A Como si segue la vicenda con curiosità.

Il paragone è di quelli forti, che non passa inosservato. «Carlo Tavecchio può ripetere la grande esperienza di Artemio Franchi, passando dalla presidenza della Lega Nazionale dilettanti a quella della Federcalcio».

A parlare è il marianese Giuseppe Terraneo, attuale coordinatore del settore giovanile scolastico della Lombardia. Che conosce Tavecchio da ventisette anni. «Dal 1987, dalla direzione della delegazione di Como a Lipomo che doveva designare un consigliere per il comitato lombardo -spiega -. La sua candidatura era contrapposta a quella di Brusa, ma alla fine toccò a lui».

La scalata

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