Domenica 12 Aprile 2009

Una giornata da turisti a Como
Si finisce davvero spennati

Centoventinove euro e trenta centesimi. È la cifra che deve sborsare una famiglia di turisti (cena e pernottamento esclusi) per una giornata tipo sul Lario. In tempi di crisi, non è una spesa di poco conto. E pensare che nella nostra simulazione abbiamo accuratamente evitato il ristorante per il pranzo e per la classica gita in battello non siamo andati oltre l’isola Comacina.


LA MATTINATA
Procediamo con ordine. Dopo la colazione in albergo, insieme a moglie e due figli (di 8 e 13 anni) ci incamminiamo verso piazza Cavour. La giornata è splendida e non possiamo rinunciare a un’escursione sul lago, alla scoperta di ville e giardini. Ci consigliano Bellagio, ma i ragazzi fanno il tifo per l’isola ed esaudiamo il loro desiderio. Alla cassa, la prima spesa della giornata: un biglietto di sola andata per gli adulti costa 6,50 euro mentre un figlio (avendo meno di 11 anni) paga 3,60 euro e l’altro quanto i genitori. Totale: 23,10 euro, ovviamente da moltiplicare per due. Non siamo ancora partiti, insomma, e il portafoglio si è già alleggerito di quasi 50 euro (46,20 per la precisione). La gita, comunque, non delude e torniamo in città dopo una breve passeggiata all’isola Comacina. È ora di pranzo e, per non sprecare tempo, scegliamo di accontentarci di un pasto veloce. Al tavolino di un affollato bar di piazza Cavour ordiniamo quattro semplici panini (con salumi o formaggio), due birre medie e due bottigliette i acqua naturale. Insieme alle bevande, arriva lo scontrino: 38 euro tondi. Le singole voci recitano: 5,50 euro per ogni panino, ben 6 euro per la birra media e 4 in tutto per l’acqua.


IL POMERIGGIO
A metà giornata, insomma, abbiamo sborsato 84,20 euro. Il programma ora prevede un breve viaggio in funicolare per raggiungere Brunate e godersi la vista della città dall’alto. Non resta che incamminarsi verso piazza De Gasperi. Altri ticket, altra spesa, ma questa volta decisamente più contenuta. Ce la caviamo con 15,80 euro, cifra comprensiva di andata e ritorno: 4,35 euro per gli adulti e il figlio più grande e 2,75 per il più piccolo che, ahimé, supera il metro d’altezza (in caso contrario avrebbe potuto viaggiare gratis).

Brunate e poi la mostra
Dopo la tappa a Brunate, torniamo in città per una toccata e fuga in centro. Ci fermiamo in piazza San Fedele e acquistiamo quattro coni gelato da due gusti, che gustiamo mentre torniamo verso il lago. La spesa per la merenda? Sei euro.
Osservando le liste fuori da altri bar notiamo, intanto, che a pranzo avremmo potuto risparmiare ben poco allontanandoci dal lago (circa un euro sia per i panini sia per le birre).
In piazza Cavour, dove siamo approdati di nuovo, il cono bigusto ci sarebbe costato 1,80 euro a testa. Adesso resta un’ultima visita: gambe in spalla, si va a Villa Olmo per la grande mostra. I genitori pagano 9 euro a testa per l’ingresso mentre i ragazzi 7, per un totale di 32 euro. Concluso il tour, torniamo in albergo per la cena. Riguardiamo gli scontrini collezionati nell’arco della giornata e scopriamo di aver speso in tutto 129,30 euro in meno.


Le alternative? Piu’ care...

Avessimo optato per la gita in battello fino a Bellagio, avremmo dovuto sborsare ancora di più. Idem nel caso in cui la meta fosse stata Villa Carlotta, a Tremezzo: il battello ci sarebbe costato 12,40 euro in più e gli ingressi a Villa Carlotta altri 32 euro (curiosamente, quanto i biglietti della grande mostra). Il totale di giornata sarebbe salito a 173,70 euro.
Michele Sada

p.berra

© riproduzione riservata