Venerdì 23 Gennaio 2009

Viaggi della speranza al contrario
In Ticino per abortire con la pillola

Una volta (e ancora adesso, in molti casi) da Ponte Chiasso passavano i viaggi della speranza, con coppie che cercavano oltre confine un rimedio all’infertilità e dunque la possibilità di avere un figlio. Ora la frontiera si passa per interrompere le gravidanze, con un aborto che non necessita di interventi chirurgici, ma per cui basta una pillola. E mentre in Italia il dibattito sull’efficacia e, soprattutto, sulla moralità di ricorrere a a tale farmaco infiamma il mondo laico e cattolico (si è in attesa di una decisione definitiva da parte dell’Agenzia italiana del farmaco sulla commercializzazione di questa pillola, l’ormai famosa Ru 486) in Svizzera il metodo è già legale. Ecco perché sempre più donne anche comasche ogni anno valicano il confine per andare in Ticino ad abortire con questo sistema. A parlar chiaro sono i fatti. Gli ultimi dati disponibili attestano che su 348 interruzioni farmacologiche effettuate nel vicino cantone elvetico, ben 151 (dunque il 25% del totale) sono italiane. Cifre inconfutabili, diffuse nei giorni scorsi dal governo ticinese a seguito di una interrogazione parlamentare di Carlo Luigi Caimi. Numeri che attestano un fenomeno in ascesa. In notevole ascesa. Basti considerare che è raddoppiato - dal 2003 ad oggi - il numero di nostri concittadini che hanno scelto di seguire questo viaggio. Si è passati infatti da "soli" 78 casi del 2003 ai 138 del 2006 per arrivare agli oltre 150 già nel 2007. Un "turismo dell’aborto" che non accenna a diminuire, visto che secondo le stesse autorità elvetiche il 2008 ha visto incrementare ulteriormente le richieste. Un ricorso alla Ru 486 che può avvenire non soltanto passando una delle tante dogane che ci separano dalla Svizzera.
Recentemente è stato un reportage della Bbc a denunciare il fenomeno dell’acquisto tramite Internet. Numerosi sono i siti come "Women on web" dove è possibile acquistare il farmaco anche se nella nazione in cui si vive la legge è restrittiva in materia. Un espediente assai pericoloso però, visto che - come sempre per i farmaci - gli acquisti fai da te sono da escludere e, secondo le statistiche diffuse dalla stessa Bbc, ben l’11% di donne  che hanno cercato di interrompere la gravidanza in questo modo sono poi finite in ospedale con delle complicazioni.

a.cavalcanti

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