Domenica 04 Dicembre 2011

LUNEDÌ 5 DICEMBRE (WALT DISNEY DAY)

www.lasettimanain.com

LUNEDÌ 5 DICEMBRE (WALT DISNEY DAY)

Buongiorno,
non sarà una settimana facile: oggi l'euro c'è, domani chissà. Oggi i soldi ci sono (speriamo), domani chissà. Insomma, carpe diem (oggi le carpe ci sono, domani chissà). In tutto questo, tornando in ufficio, oggi, o in un altro posto di lavoro scoprirete che uno dei caposaldi del nostro sistema occupazionale è stato scardinato: è, ufficialmente, reato spettegolare dei colleghi. Lo ha deciso la cassazione. Quindi gli argomenti concessi alla macchinetta del caffè (pausa non oltre due minuti compresa la preparazione della bevanda - per inciso: quanti notano che la dizione esatta in tante macchinette è "bevanda al gusto caffè"? Se non è inquietante questo...) saranno: risultati delle partite con digressione su la morte di Socrates con rigurgiti giovanilistici da nostalgici del "bel calcio giuocato" per i signori e  regali di Natale per figli e nipoti per le signore. Per i pi&ugr ave; bravi c'è sempre geografia da quattro punti. Così fino alla pensione ovvero, secondo le ultime direttive, persemprepersemprepersempre...

Un brano acconcio a un lunedì così (ricordando che è altresì vietato ballare la conga): http://www.youtube.com/watch%3Fv%3Dnh9zB1KXObk

 
Immagine IN SALA BIANCA

Teatro Sociale, via Bellini 3, ore 15.30, ingresso libero
Le onde: selezione del miglior giovane interprete delle composizioni di Ludovico Einaudi.
In occasione del concerto di Einaudi (martedì 13 dicembre alle 20.30), il Teatro Sociale AsLiCo, in collaborazione con l'Accademia musicale Giuditta Pasta, organizza una selezione per il miglior interprete delle musiche del compositore. I giovani pianisti (età compresa tra i 10 e i 18 anni) saranno ascoltati oggi da una Commissione composta da Lisa Navach, segretario artistico del Teatro Sociale, Federica Falasconi, maestro preparatore e curatore musicale di Opera education, Roberta Di Febo, direttore dell'Accademia Giuditta Pasta e Sergio Vecerina, direttore d'orchestra. Il programma consiste nell'esecuzione di uno o più brani originali del maestro Einaudi (durata massima 15 minuti). Il primo offre la possibilità di incontrare dietro le quinte il maestro Einaudi, assistere alle prove del pomeriggio, oltre a due biglietti di platea per il concerto del 13 dicembre. Ai primi tre premiati verrà inoltre rilasciato un attestato autografato dal Maestro Einaudi.

NdA: qualcosa mi dice che a tutti codesti premii si aggiungerà anche un'intervista per La Provincia...

Immagine UPDIM (UNIVERSITÀ POPOLARE DI MUSICA)

Biblioteca comunale, piazzetta Lucati 1, ore 18, ingresso libero
Drammaturgia musicale, docente Riccardo Pecci: "L'anello del nibelungo" di Richard Wagner, ovvero tutto (o quasi) l'Ottocento europeo in 15 ore di spettacolo
"Il teatro musicale è suono, canto, parola, gesto, scenografia, costumi, performance, e molto altro ancora. Da quattro secoli, sul suo palcoscenico si danno convegno le arti, le tecniche e i saperi dell'Occidente: una promiscuità spesso litigiosa e problematica, dalla quale - tuttavia - è sorto uno spettacolo che va annoverato tra le più alte e complete forme di autorappresentazione della cultura europea". Con queste parole abbiamo introdotto, l'anno scorso, il primo corso di drammaturgia musicale dell'Università popolare di musica (Il Giappone all'opera: riflessioni sull'orientalismo in musica, tra Saint-Saëns e Puccini). In nessun caso sono vere più che in quello di Richard Wagner, del quale ci apprestiamo a festeggiare il 200° compleanno (Lipsia 1813 - Venezia 1883). Come ha scritto Maurizio Giani, "l'espressione 'il secolo di Wagner' vale realmente nei due sensi - soggettivo e oggettivo - del genitivo". Ed è difficile smentire questa affermazione: il rapporto che lega il compositore sassone al secolo nel quale è vissuto è davvero strettissimo, ed è in eguale misura attivo e passivo: l'Ottocento ha fatto Wagner non più di quanto Wagner abbia contribuito a fare l'Ottocento. Pochi artisti e intellettuali europei, infatti, hanno assorbito le tendenze, le contraddizioni e le ambiguità del xix secolo più di Wagner; al tempo stesso, pochissimi tra loro hanno lasciato un'impronta altrettanto forte e durevole sulle arti e sulla cultura loro tempo. Il corso di quest'anno si propone di guidare i partecipanti all'esplorazione del mondo della tetralogia Der Ring des Nibelungen (L'anello del nibelungo), 15 ore circa di spettacolo che rappresentano indubbiamente il parto più emblematico di Wagner sotto questo profilo. Allo scopo, dopo due lezioni introduttive, quattro incontri serviranno a proiettare e discutere alcune delle pagine più significative degli altrettanti capitoli del Ring (L'oro del Reno, La valchiria, Siegfried, Il crepuscolo degli dèi), utilizzando le riprese di diversi allestimenti del ciclo wagneriano. Le lezioni disegneranno un piccolo itinerario tra musica, filosofia, letteratura, ritagliato tra i molti possibili all'interno dell'Anello del nibelungo. Un progetto che decolla tra l'estate e il 4 ottobre del 1848, quando Wagner traccia il disegno complessivo de Il mito dei nibelunghi, abbozzo per un dramma. Nel corso dei tre decenni successivi, fino alla prima rappresentazione integrale (Festspielhaus di Bayreuth, 1876) la realizzazione dell'Anello sarà tutt'altro che il semplice riempimento di un progetto monstre immobile, statuario, definito fin nei dettagli dal primo giorno dei lavori. Al contrario, si nutrirà delle esperienze intellettuali via via accum ulate dal vagabondo Hofkapellmeister sassone, da Dresda a Zurigo a Parigi a Monaco a Bayreuth ecc. Nello specchio del Ring si riflettono dunque, e si sovrappongono, le molte identitàassunte via via da Wagner: un liberale impregnato della temperie ideologica della "Giovane Germania" (Junges Deutschland), un rivoluzionario, un anticapitalista pre-marxista, un vago socialista, un materialista alla Feuerbach, un antisemita, un 'buddista' schopenhaueriano. Muovendo come burattini gli dèi, gli uomini, i nani e i giganti del mito nordico, in realtàil Ring ci parla dunque di politica, corpo, sessualità, razza, senso (o nonsenso) del mondo e della storia. Non senza aspetti molto controversi, tra i quali appunto il famigerato antisemitismo: aspetti che, da un secolo abbondante, sono al centro di un acceso dibattito, destinato a non estinguersi facilmente. Anche per questo, occuparsi del Ring può essere una terapia salutare, e aiutarci a frequentare in modo più adulto e consapevole il teatro, la letteratura, la musica dell'Occidente: ci piaccia o meno, sul palcoscenico - e nelle arti in generale - la relazione tra etica ed estetica, tra "giustizia e bellezza" (per citare il titolo di un saggio di Luigi Zoja) è infatti molto meno lineare e armoniosa di quanto siamo, per lo più, disposti ad ammettere.

NdA: non ho riassunto quanto sopra perché "Wagner" e "sintesi" sono due concetti antitetici (infatti le opere son quattro e gli incontri sei)...
http://www.updim.org/

Immagine DIALOGHI SULL'ARTE CONTEMPORANEA

Villa del Grumello, via per Cernobbio 11, ore 18.15
Ultimo del ciclo di quattro incontri coordinati da Elena di Raddo. Oggi Arte e media. Una storia di immagini con Kevin McManus, dottorando all'Università  Cattolica di Milano, docente della Scuola superiore per stranieri Ies e curatore del Centro San Fedele di Milano. Quote di partecipazione per tutti e quattro gli incontri: 30 sacchi per i soci di Chiave di Volta, 45 sacchi per i non soci, 15 sacchi per gli studenti. Per singolo incontro: 10 sacchi per i soci di Chiave di Volta, 15 sacchi per i non soci, 5 sacchi per gli studenti. Prenotazioni tramite e-mail: [email protected].

NdA: ultimo appuntamento del ciclo che ho, colpevolmente, bucato in toto: troppo lavoro e niente svago han fatto di me un uomo... vago?
http://www.chiavedivolta.org

Immagine I LUNEDÌ DEL CINEMA

Spazio Gloria, via Varesina 72, ore 21, biglietti a 7 sacchi (soci Arci, studenti e over 65 a 6 sacchi)
L'albero (Francia / Australia, 2010, 100 minuti) di Julie Bertuccelli con Charlotte Gainsbourg, Marton Csokas, Morgana Davies e Aden Young
Il film è tratto dal romanzo Padre nostro che sei nell'albero di Judy Pascoe. Un padre fa ritorno dal lavoro con il suo furgone. Nei pressi della casa di campagna avvolta dalla natura gli corrono incontro i figli che salgono sul mezzo di trasporto, l'uomo ha un improvviso malore, molto probabilmente un infarto, e muore istantaneamente andando a sbattere contro il grande albero di fico adiacente alla casa. Da quel momento la moglie Dawn, la piccola Simone e i fratelli Tim, Lou e Vonnie affronteranno questa grave perdita in maniera molto personale. Dawn si lascerà andare, trascurerà la cura dei figli e la pulizia della casa, la piccola Simone di otto anni, dopo l'inevitabile tristezza iniziale, troverà conforto proprio in quell'enorme albero di fico nel giardino: in esso la piccola ritroverà il respiro del padre e la sua parola, tra i suoi rami giocherà e si cullerà scegliendo così il sorriso al posto del la lacrima. La piccola bambina condividerà tale suo segreto con la madre che sarà scissa in due tra la razionalità di non credere a Simone e alle sue fantasie di bambina, e la volontà di riscattare il proprio senso di solitudine e di disperazione credendo in una presenza rassicurante accanto a sé. Gli altri tre figli, soprattutto il maggiore, sembrano reagire in maniera più razionale alla perdita del padre e cercano di spronare la madre e di aiutarla nell'economia domestica. Quando l'albero diventerà una presenza troppo ingombrante e alla fine anche pericolosa per il nucleo famigliare e per la casa, s'imporrà la razionalità sulla famiglia e la rassegnazione a dover abbattere quel misterioso albero di fico. Le radici a causa della siccità o in maniera più poetica a causa della voglia irrefrenabile, quasi folle, di abbracciare tutta la famiglia inizieranno a invadere prima gli scarichi d'acqua quindi a nche le fondamenta, anche i rami inizieranno ad abbattersi sulla casa distruggendo proprio la camera padronale e Dawn per ben due notti dividerà il proprio giaciglio con un ramo prima di decidersi a chiamare qualcuno che abbatta l'albero.

NdA: in pratica è una variante di Pianto antico con un rovesciamento (qui è il padre che muore e la bimba che tende la pargoletta mano all'albero è vivente), con tutta la stessa allegrezza...
http://www.lunedicinema.com/

Immagine L'ANGOLO DELL'AVVENTURA E DEI GRANDI VIAGGIATORI DI COMO

Auditorium Don Guanella, via Grossi 18, ore 21.15, ingresso libero
Uzbekistan - Iran via Afghanistan di Stefano Cotone
Un viaggio inseguendo le architetture delle grandi madrase dell¹Asia da Timur ai Safavidi senza trascurare ciò che il tempo ha lasciato giungere fino a noi dei resti preislamici dal Gandara a Persepolis. Riflessioni fotografiche su tre paesi che le vicissitudini storiche hanno trasformato, ma che conservano la memoria del loro grande passato. Cotone è coordinatore di AnM dopo una lunga esperienza di viaggiatore autonomo attraverso quattro continenti. Fotografo, ha al suo attivo parecchi libri di fotografia e altri testi narrativi: Ti racconto l¹India, Il cuore in Indocina, Appunti e disappunti e Piccole merende.


NdA: anch'io ho temerariamente affrontato merende che avrebbero terrorizzato chiunque...
http://www.worldwindow.it

La Settimana InCom di Alessio Brunialti
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