Martedì 26 Maggio 2009

piccola storia di un cassaintegrato

Egregio Direttore Scrivo questa mia, per raccontarle, la disavventura che ho subito come lavoratore e cittadino. Mi chiamo De Luca Luigi e sono un lavoratore della Tessitura Pontelambro, una delle realtà più importanti del panorama tessile comasco. Come certo saprà l’azienda è stata investita in pieno dalla crisi di cui tanto si parla. Infatti dall’ottobre dello scorso anno,gli ordini sono prima calati portando l’azienda per la prima volta dopo anni in perdita,poi drasticamente diminuiti. Premesso che nel luglio 2008 una società di Prato, la Beste ha rilevato la maggioranza delle azioni,rassicurando le maestranze sul futuro radioso dell’azienda. Il vecchio amministratore delegato Bernacchi retsva al timone dell’azienda con pieni poteri.(salvo poi fuggire quando la barca stava affondando nel marzo 2008). Nel febbraio di quest’anno dopo tre mesi di cassa integrazione (della quale il sottoscritto non è stato investito) si è passati alla fase due chiamata riduzione del personale. Un bel giorno infatti si sono presentati i sindacati, i quali hanno spiegato che la proprietà, visto il momento di crisi nera che attraversava l’azienda erano costretti a tagliare parte del personale. Il taglio avrebbe riguardato tutti i settori dall’amministrativo alla produzione e che quindi si sarebbe ricorso alla cassa integrazione straordinaria in deroga. Il personale avrebbe dovuto ruotare (in caso di più personale per una mansione in pratica si faceva a turno)così come prevedeva la legge.Il personale che non rientrava nella rotazione era da considerarsi in cassa integrazione a zero ore (cioè senza lavorare un solo giorno).In totale venivano interessate 35 persone. Ora per farla breve dopo le varie illazioni uscite nei mesi scorsi sui giornali è giusto ,che l’opinione pubblica sappia come stanno le cose. Sono uno dei famosi 35, non ho mai ruotato anche se l’accordo sottoscritto tra le parti il giorno 11 febbraio lo prevedeva, non solo ma siccome nel giugno precedente avevo scelto di destinare il mio tfr alla previdenza complementare, non avevo diritto all’anticipo da parte dell’azienda di soldi, che l’azienda (come mi ha risposto il ragioniere Marco Testori)non aveva. Quindi dovevo attendere i soldi da parte dell’inps. Tutto questo lo scopro il giorno di pasqua quando apro la busta paga e vi trovo 0 euro, le giuro che mi è preso un colpo,così con una rabbia indescrivibile insulto il ragioniere dell’azienda (al quale non chiederò mai scusa)perchè il nostro eroe si è dimenticato (parole sue) di avvisarmi di questa cosa. Lascio a lei il giudizio e passo oltre ,riesco a contattare i sindacati i quali mi riferiscono di un accordo tra banche ,Confindustria locale e sindacati per il sostegno al reddito. Mi reco in una degli istituti di credito firmatari e il funzionario cade dalle nuvole,nessuno sa niente e i giorni passano. Finalmente trovo una persona capace in una banca di Erba, la quale mi informa che l’accordo è stato sospeso,in via del fatto che alcuni lavoratori hanno fatto i furbi facendosi anticipare i soldi dalle banche senza girare a favore delle stesse l’assegno dell’ inps . Se non fossimo in Italia mi dovrei sorprendere ma ormai la rassegnazione è l’unico sentimento che provo. Ad oggi attendo ancora l’assegno della cassa integrazione da parte dell’inps,sono tre mesi che vivo grazie allo stipendio di mia moglie. L’azienda non solo non mi è mai venuta incontro (sarebbe bastato anticipare i 700 euro mensili, con l’impegno scritto da parte dei lavoratori di destinare alla ditta i soldi ricevuti dall’inps) ma guai se cerco di saperne di più ,infatti solo grazie alla mia perseveranza sono riuscito a sapere che per esempio l’inps ha 90 giorni per erogare il primo assegno, che ogni mese mi devo recare in azienda a firmare un cedolino sulla quale è calcolata la quota da versarmi e che dal momento in cui l’azienda restituisce all’inps il documento passano altri venti giorni prima che arrivino i soldi. Ma d'altronde quando il rappresentante dell’azienda, davanti alle mie rimostranze perché volevo leggere a casa con calma tale documento,mi dice di arrangiarmi, posso capire tutto. Risulta interessante notare come l’azienda dica di non avere soldi, poi è pronta in caso di disponibilità da parte mia a mettermi in mobilità volontaria a versarmi 3000 euro purchè mi lincenzi (voglio ricordare a tutti che la mobilità equivale al licenziamento.) Ultima novità :ho scoperto che il famoso cedolino del mese di marzo, è stato recapitato all’inps solo il 20/5/09. Complimenti all’azienda. Grazie per il tempo dedicatomi. De Luca Luigi

luigi 73

© riproduzione riservata

Tags