Mercoledì 02 Maggio 2012

Concerto del Primo Maggio
Erano ottocentomila a Roma

ROMA Con l'Inno di Mameli in  versione funky proposta dalla P-Funking Band si è aperto martedì sera «il primo Concertone dell'era tecnica», come hanno sottolineato in apertura i conduttori Francesco Pannofino e Virginia Raffaele. La quale ha aggiunto: «L'Europa ci chiede i soldi, noi invece le diamo la musica».
Il tempo incerto e le polemiche - poi risolte- con il sindaco di Roma sulle spese legate all'evento non hanno fermato la maratona musicale promossa dai sindacati (rappresentati come da tradizione dai tre segretari che si aggirano nel backstage e che poi vengono intervistati in diretta su Rai3 da Pannofino) in una piazza San Giovanni gremita fin dal primo pomeriggio. Oltre 800 mila - secondo gli organizzatori - i giovani che hanno assistito a quello che ormai è considerato il maggiore evento musicale live gratuito d'Europa. La diretta su Rai3 ha totalizzato 1.696.0000 spettatori con il 12,79% di share nella fascia 16-19; tra le 20 e le 21, 1.959.000 spettatori con il 7,90% di share; tra le 21 e mezzanotte 1.605.0000 con il 6.80% di share.
«Ogni anno che passa il Concertone è sempre più forte - commenta in tarda sera l'organizzatore Marco Godano - attira sempre più persone ed esprime delle punte artistiche elevatissime. Mi auguro a questo punto che il successo di oggi rimetta in moto la Fondazione Primo Maggio, per dare certezze e risorse al concerto».
Tra i tanti omaggi del Concertone 2012 (di cui uscirà un cd e un dvd con il backstage e le prove) quelli a Lucio Dalla (Pannofino legge i versi di 'Hennà) e a Fabrizio De Andrè (gli A67 eseguono Don Raffaè). E sul triplice palco a metà serata la musica e le luci si spengono per ricordare le vittime sul lavoro, durante un commovente minuto culminato con un lungo applauso. Le morti bianche vengono ricordate sul palco anche dal Teatro degli Orrori, che fanno parte del ricco cast  formato tra gli altri da Elisa, Caparezza, Subsonica, Eugenio Finardi , Nina Zilli, Stefano Di Battista (al cui sax è affidata un'altra versione dell'inno di Mameli), Noemi, Marina Rei, Almamegretta, Manuel Agnelli degli Afterhours (che però daranno forfait per ritardi in scaletta), Sud Sound System e Alessandro Mannarino (introdotto da una Virginia-Belen col polso fasciato dopo l'incidente in moto). E poi  l'energia dei britannici Stomp e il nuovo rock californiano dei Young the Giant. Ma forse  i momenti più coinvolgenti in piazza sono le esecuzioni di 10 brani  del rock mondiale, diretti e arrangiati dal maestro Mauro Pagani con i 60 elementi della Roma Sinfonietta: Elisa canta "Jumpin' Jack Flash" e "Strawberry fields forever", Noemi "Hey Jude", Raiz "Shine on you crazy diamond" dei Pink Floyd e "Kashmir" dei Led Zeppelin, Pagani "Purple Haze" di Jimi Hendrix, Finardi "Like a Rollin Stone" di Dylan.
«È il segno del nostro solito inchinarci, prostrarci. Era difficile scegliere uno o due brani italiani», dice Dori Ghezzi commentando l'assenza di brani rock nostrani.
C'è anche un piccolo giallo: salta un'imitazione del presidente della Regione Lazio Renata Polverini da parte della conduttrice Virginia Raffaele, prevista nel pomeriggio in scaletta. «Si trattava di una delle tante idee che aveva Virginia - spiegherà Godano - ma poi ha cambiato idea, forse per problemi di trucco. Non si è trattato di un problema di par condicio in questo caso, mentre abbiamo preferito non mandare in onda un pezzo sulla Lega, questa volta la par condicio». Non manca Elsa Fornero: i conduttori offrono una rilettura delle fiabe con una regina cattiva che si chiama Elsa, che sogna un mondo in cui i sette nani sono esodati e Hansel e Gretel devono pagare l'Imu sulla casa di Marzapane. E tanti fischi si alzano quando viene citato il premier Mario Monti in uno sketch sulla segreteria telefonica del ministro del Welfare.
Presa di mira anche Equitalia. Lo fa Caparezza, l'eretico rapper salentino che per l'ottava volta calca il palco del Concertone e infiamma la piazza in un lungo set scatenato. «Dobbiamo alzare tutti il dito medio, non come insulto, ma come simbolo di conoscenza», dice ricordando gli operai arroccati nella torre della Stazione Centrale di Milano. Poi invoca il "dio Equitalac": «Perchè ci fai questo? Perchè estingui noi e non i nostri mutui?».
E l'anno prossimo? «Lavoriamo sull'improvvisazione  con l'invito a Keith Jarrett risponde Godano - sulla musica sinfonica e sulle musiche commissionate ad hoc per il concerto che - conclude - deve diventare un laboratorio di idee, elaborazioni e progetti».
Elisabetta Malvagna

a.cavalcanti

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