Mercoledì 07 Dicembre 2011

Staminali amniotiche
per ripare il rene

L'insufficienza renale acuta, una malattia che comporta la progressiva e rapida perdita della funzione renale e il ricorso alla dialisi, rappresenta una importante sfida per i ricercatori che vedono nelle cellule staminali lo strumento di cura più promettente.

A Bergamo, nei laboratori del Centro Anna Maria Astori dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri si è testato con successo l'uso delle cellule staminali umane derivate dal liquido amniotico per curare il danno renale acuto nei topi trattati con cisplatino, un farmaco anti-tumorale. Le cellule staminali, una volta trapiantate in animali con insufficienza renale acuta, sono state in grado di migliorare la funzione renale e ridurre il danno a livello dei tubuli del rene, prolungando la sopravvivenza degli animali. 

Lo studio, condotto dal gruppo di ricercatori del laboratorio di Biologia Cellulare e Medicina Rigenerativa coordinato da Marina Morigi, ha chiarito alcuni dei meccanismi di tale azione rigenerativa e verrà pubblicato su un'importante rivista scientifica internazionale che si occupa della ricerca sulle cellule staminali: Stem Cells and Development.

La ricerca è stata svolta in collaborazione con Paolo De Coppi dell'University College di Londra e Anthony Atala della Wale Forest University della North Carolina che per primi hanno isolato e descritto le cellule staminali del liquido amniotico. Tali cellule presentano caratteristiche intermedie tra le cellule staminali embrionali e quelle adulte, e sono ritenute molto interessanti per future applicazioni cliniche perchè si espandono rapidamente consentendo di ottenerne un numero elevato, e non portano alla formazione di tumori una volta iniettate nell'organismo.

Nel presente studio, la terapia cellulare con  cellule staminali  del liquido amniotico viene indicata come  una possibile nuova strategia per la cura dell'insufficienza renale acuta, una patologia per la quale le terapie farmacologiche disponibili sono insufficienti e che ancora oggi provoca la morte di più del  50% dei pazienti colpiti.

La ricerca dei Laboratori del Centro Astori del Mario Negri da tempo si occupa di  valutare il potenziale rigenerativo  di cellule staminali di diversa origine, e ha recentemente ottenuto risultati promettenti con cellule staminali umane provenienti dal midollo osseo e da sangue del cordone ombelicale.

«Se quanto i ricercatori del Mario Negri hanno dimostrato con i loro studi nell'animale  verrà confermato nell'uomo - afferma il professor Giuseppe Remuzzi coordinatore delle ricerche del Centro Anna Maria Astori -  si apriranno in futuro nuove possibilità di cura che potrebbero contribuire a riparare i danni non solo del rene, ma anche di altri organi riducendo la necessità del trapianto».

a.ceresoli

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