Giovedì 18 Giugno 2009

Ipertensione da crisi economica:
se il lavoro diventa malattia

Monza - Dopo l'ipertensione da stress lavorativo adesso esplode l'ipertensione da crisi economica, con l'incubo di non arrivare alla fine del mese o addirittura di dover lasciare il lavoro. E' trasversale, colpisce tutti, uomini e donne, operai, impiegati, manager. "Alla base di tutto c'è lo stress - spiegano il professor Giuseppe Mancia, presidente del Congresso della Società Europea dell'Ipertensione in corso a Milano, e il professor Guido Grassi dell'Università Bicocca, Ospedale San Gerardo di Monza - che fa alzare la pressione sistolica e distolica di 6/7 mmHg (millimetri di mercurio, ndr). L'innalzamento dei valori pressori nelle persone attanagliate dalla crisi non è limitato ad un singolo e momentaneo episodio ma si protrae nel tempo, è uno stress protratto e si sa che tutte le situazioni emotive non fanno bene a lungo alla salute". Anche lo stress da impegni di lavoro influenza sfavorevolmente il controllo della pressione arteriosa: il lavoro che impone forti richieste e scarsa possibilità decisionale sembrerebbe responsabile di un incremento della pressione sistolica e diastolica di 6/7 mmHg, particolarmente nel caso in cui la pressione sia misurata sul posto di lavoro.
(Apcom)

m.rossin

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