Martedì 01 Settembre 2009

Arriva da Fornovo
il farmaco anti-ictus

Venticinque ictus evitati ogni giorno in Italia. Uno ogni ora. Nel mondo, addirittura 3.000 quotidianamente. È lo straordinario risultato di dabigatran etexilato, un nuovo, rivoluzionario, anticoagulante orale, prodotto anche nello stabilimento di Bidachem recentemente ampliato a Fornovo San Giovanni con un investimento di 60 milioni di euro.

Lo studio è stato presentato domenica mattina in sessione plenaria al Congresso europeo di cardiologia (Esc) di Barcellona, suscitando il grandissimo interesse dei circa 30 mila esperti presenti. La molecola è destinata a cambiare radicalmente la terapia nei pazienti con fibrillazione atriale. Un problema che colpisce 500 mila persone in Italia, con 60 mila nuovi casi all'anno e può portare all'ictus: 30 mila i casi ogni anno nel nostro Paese.

Lo studio RE-LY, il più ampio mai condotto sulle conseguenze di questa malattia, ha coinvolto 18.113 pazienti in 44 paesi, Italia compresa, comparando la nuova molecola con quella attualmente utilizzata e ottenendo una riduzione significativa di stroke e embolismo sistemico del 34% in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare.

«Dopo 50 anni finalmente una vera innovazione - afferma il professor Roberto Ferrari, presidente dell'Esc -, un'arma efficace per prevenire l'ictus, che in Italia rappresenta la terza causa di morte, responsabile del 10%-12% del totale dei decessi, e la principale causa d'invalidità. Oggi sì è segnato un punto importante nella lotta alle malattie cardiovascolari».

Chi soffre di fibrillazione atriale è esposto a un maggior rischio di formazione di coaguli, che moltiplicano di 7 volte la probabilità di ictus, particolarmente aggressivi e disabilitanti in questi casi: la metà di chi viene colpito muore entro il primo anno. Nonostante questi numeri, ben la metà dei pazienti con fibrillazione atriale oggi non riceve la terapia anticoagulante in uso perché troppo complessa da gestire.

«Dabigatran etexilato è risultato più efficace e sicuro rispetto alla cura attuale. Ciò comporterà un miglioramento della qualità di vita di questi pazienti - commenta il prof. Giuseppe Di Pasquale, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia (Fic) e coordinatore italiano dello studio -. Oggi infatti i malati sono costretti a recarsi periodicamente presso i centri di riferimento per monitorare e tarare i dosaggi e gli effetti collaterali del farmaco attualmente utilizzato sono particolarmente pesanti. Con questa nuova opzione, una semplice capsula da assumere due volte al giorno a dosaggio fisso, confidiamo di riuscire a recuperare anche le persone ora non trattate».
 
«Ci auguriamo - sottolinea Ferrari - che dabigatran etexilato possa essere disponibile nel 2010». La fibrillazione rappresenta il più comune disturbo del ritmo cardiaco e causa un battito irregolare, con un ristagno di sangue. Il rischio aumenta con l'età e grosso modo raddoppia ogni 10 anni: si stima che un quarto dei quarantenni di oggi ne soffriranno in futuro. Del mezzo milione di colpiti la gran parte sono anziani.

m.sanfilippo

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