Sabato 16 Ottobre 2010

Basket, Cantù lancia
la sfida a Bologna

Ci siamo, coach Trinchieri, domani finalmente si gioca per i due punti.
Sopraggiungiamo da una pre-stagione interminabile. Un autentico delitto. Non ce la facciamo più.
Come ci arrivate?
Certezze zero. E' come dover sostenere un esame universitario: non sai mai se sei pronto. Di sicuro, almeno, c'è che abbiamo studiato molto.
Cosa si cela dietro questa voglia di cominciare?
La paura della sconfitta, del fallimento. In fondo, si tratta della prima partita che certifica o qualifica qualcosa. Siamo in apprensione, eppure molto vogliosi.
Sì, ma anche perdere a Bologna mica è un delitto di lesa maestà.
La nostra squadra ha un compito diverso da quello dell'anno scorso che era sorprendere. Ora, invece, il nostro nuovo incarico è di stare lì. Fin dalla prima partita. Dunque, già da domenica (domani, ndr).
La Virtus è squadra della vostra stessa fascia, vero?
Credo proprio di sì, ambiamo allo stesso tipo di campionato. La verità, tuttavia, è che serviranno un paio di mesi per capire veramente come funziona il giro del fumo.
Rispetto alla versione di un campionato fa, la Canadian Solar si è rinnovata parecchio inserendo sette nuovi giocatori. L'esatto contrario vostro.
Vero, ma non è cambiata nei concetti. Interpreti diversi, ok, eppure lo spartito è abbastanza similare.
Sin qui il suo collega Lardo non ha praticamente mai avuto il play Koponen, il quale invece domani ci sarà a tempo pieno. Cosa cambia per voi?
Il giocatore finlandese vale i primi del suo ruolo in campionato per stazza, tiro e intensità. Ma non ridurrei la sostanza della partita a Koponen sì o Koponen no.
Eppure, interpreta la tipologia di regista che più vi dà fastidio.
Senza dubbio perché noi siamo piccoli in quel ruolo.
Quale altro avversario potreste soffrire?
Dico Sanikidze, per l'atletismo che riresce a sprigionare e al quale facciamo fatica a controbattere. Detto questo...
Detto questo?
Ritengo che la partita passi dall'asse Poeta-Amoroso. Per cui dovremo fare attenzione soprattutto a questo particolare.
Il precampionato, oltre a certificare la qualità del vostro gioco, ha messo in mostra più di un vostro giocatore già in discreta forma. Chi, invece, sta via via salendo sempre più di tono?
Ortner.
Il rovescio della medaglia è rappresentato da un Tabu versione altalena, ovvero con un rendimento su e giù.
Che il belga fosse ondivago lo sapevamo. Sta a noi regolarizzarlo. Con pazienza. E tempo.
Ancora un nome da spendere, quello di Micov.
Vlado è sano, ma non ha il ritmo partita. Tre settimane senza poter far parte della truppa sono tantine. E non è che nelle due successive uno possa liofilizzare il lavoro perso.
Lasciamo perdere i singoli. Soddisfatto della sua squadra?
Sì, sono contento perché si tratta di una squadra seria e professionale. Detto questo, aggiungo che ancora non so se è inferiore oppure superiore ad altre.
Usciamo per un attimo dal seminato per fare un salto in Europa. Considerazioni aggiuntive rispetto al sorteggio del vostro girone di Eurocup?
Le tre partite all'estero le avremo subito dopo altrettante trasferte di campionato. Vorrà dire che dovremo un paio di volte ripartire da Napoli (match a Caserta e Avellino, ndr) e un'altra da Montegranaro senza passare dal via, vale a dire senza rientrare a Cantù.
Gli annunciati incomodi della Coppa, verrebbe da dire.
Sì, ma il bello di giocare vale molto di più di questi disagi organizzativi. Del resto, ci tenevamo a tornare in Europa: dovevamo e volevamo esserci per riannodare un filo e restituire fedeltà alla storia di Cantù.
Fabio Cavagna

g.valentini

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