Basket, Cantù a Milano
per il primo match ball

La Bennet è avanti 2-0 nelle semifinali play off e stasera va nella tana dell'Armani

CANTU' - Quaranta minuti - potrebbero diventare pure ottanta o centoventi, non fa nulla - lunghi trent'anni. Già, la Pallacanestro Cantù è a una vittoria dall'ingresso nella finale scudetto. L'ultima volta fu, appunto, nella stagione 1980-81. Era la Squibb, l'allenava Valerio Bianchini, eliminò Milano (targata Billy) in semifinale. Ora è la Bennet, la guida Trinchieri, ma è sempre Milano (versione Armani Jeans) che sta per escludere.
Lo si ricorda, così, giusto per non mettere troppa pressione alla squadra... E, sempre per stemperare quella cappa che aleggia dietro al rendez vous di venerdì al Forum (alle canoniche 20.15), si rammenta che Cantù finalista in campionato (comunque vada poi a finire) vale l'equazione Cantù direttamente alla fase a gironi dell'Eurolega senza neppure doversi sporcare le mani con i turni preliminari. Ebbene, si convenga che a determinati discorsi non si è più preparati in terra di Brianza, suonando persino un tantino azzardati. Un lusso. Eppure...
Tanto per rinfrescare un po' la memoria, l'ultima volta che ci si era così tanto avvicinati al passo d'ingresso nella finale per il titolo di campione d'Italia era stato nel 2002 con la squadra a spiccata connotazione a stelle&strisce di coach Sacripanti, beffata allo sprint dalla Fortitudo in gara-5 di semifinale. Ma allora si risaliva dall'1-2 e la "bella" era al PalaDozza, mentre stavolta si riparte dal 2-0 già sapendo che l'eventuale ultimo atto avrà per scenario il teatro del Pianella.
Al tempo, però. Intanto si annuncia il primo atto ad Assago che, sulla scorta di ciò che si è visto nella seconda parte di gara-2, si profila come una tonnara. Spetterà a una terna arbitrale che si auspica sappia prendere la distanze da quella modello Ponzio Pilato di gara-2, far sì che non vengano varcati gli estremi confini della mattanza.
L'Armani ha individualità tali da far saltare il banco. Il Greer dell'altra sera, ad esempio, è un giocatore che sa risolvere da solo. Ma pure Hawkins e talvolta Mancinelli appartengono a quella razza lì. E ricordate ciò che seppe combinare Mordente nel retour-match di regular season? Piuttosto, occorre interrogarsi circa il fatto se non sia più utile alla causa canturina lasciarne sfogare uno soltanto piuttosto che correre il rischio di ritrovarsi anche qualcun altro nel frattempo entrato in ritmo.
In casa Bennet, come abitudine ultimamente, ci si arrovella attorno alla soluzione da preferire questa sera: se quella che potenzia il settore lunghi (abbinando Scekic e Ortner come in gara-2) ma impoverisce gli esterni, oppure quella che vede alzare il numero dei colpi tra gli esterni restituendo Tabu al referto per rinunciare però a uno tra Ortner e Scekic. E, nel caso, chi appiedare tra i due? L'austriaco come in gara-1 (ma anche in gara-3 dei quarti di Varese) oppure il serbo (stile prime due partite con la Cimberio)? Un indizio: Scekic è sempre andato in campo nelle ultime tre partite. Tutte vinte.

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