Giovedì 26 Gennaio 2012

Trinchieri e il ribaltone Zalgiris
«Decisive le scelte estreme»

CANTÙ - Coach Andrea Trinchieri, partiamo dalla fine. Qual era lo schema che aveva chiamato per l'ultima azione, con tre secondi da giocare e rimessa da metà campo?
Primo: giocatore alto (Leunen, ndr) a fare la rimessa. Secondo: giocatori che si muovano (Mazzarino e Micov, ndr) per portare via gli aiuti. Terzo: bloccone di Shermadini per Baso con successivo taglio a canestro del "giorgione" nostro. Dunque, Leunen aveva due opzioni: guardare Baso per un'uscita dai blocchi o Shermadini dentro contro l'eventuale cambio difensivo.

Sinceramente, qualche minuto prima l'aveva data per persa, questa partita?
Sotto di 13 pensavo si preparasse una brutta serata. In campo facevamo fatica. La reazione e la rimonta sono gli aspetti della partita che possono lasciarci un feedback positivo anche per il futuro.

A sedere i play e difesa a zona sono state scelte tipo “mossa della disperazione”?
Ci si dispera dopo che è suonata la sirena... Avevo visto che la partita stava prendendo una brutta piega e ho cercato di interrompere uno schema negativo mentale. Sicuramente, come ho detto nel post gara, stavamo disputando una prestazione povera. Più che altro un tentativo di liberare l'istinto della mia squadra privandola dal dovere di pensare in attacco. Abbiamo scelto di giocare con più libertà, con quattro esterni e un interno in attacco, mentre la zona era legata alla necessità di preservare i miei giocatori da problemi di falli, visto che il metro arbitrale ci ha certamente penalizzato. Non sempre scelte "estreme" portano a risultati, quando però la tua squadra è composta da giocatori seri con cuore parti già da una buona base anche per provare qualcosa di diverso.


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f.cavagna

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