Venerdì 01 Febbraio 2013

Cremascoli: «Un segnale forte
Conferma: non smobilitiamo»

CANTÙ - «Avevamo bisogno di un segnale forte, da dare fuori ma soprattutto all'interno della squadra. Un segnale che facesse capire a tutti che ciò che è successo (la cessione di Markoishvili, ndr) non era assolutamente un alzare bandiera bianca. Il segnale che volevamo dare è che noi ci credevamo ancora e il nostro segnale è qua presente oggi». Con queste parole, cariche di significato e votate all'ottimismo, la presidente Anna Cremascoli ha introdotto l'acquisto di Stefano Mancinelli.

«A settembre presentando Aradori e Cusin ho parlato di immenso orgoglio italiano - ha aggiunto - e questo orgoglio si accresce ulteriormente con l'ingaggio del capitano della Nazionale».

Bruno Arrigoni, d.s. biancoblù, ha spiegato la ratio della scelta: «Visto che il mercato italiano e quello europeo non offrivano garanzie di trovare uno con le caratteristiche di Manu, l'unica via sarebbe stata quella di rivolgersi negli Usa. Ma avendo noi già quattro americani, ne avremmo poi dovuto tagliare due. Così ci è sembrato molto interessante l'opportunità di arrivare a Mancinelli».

«Mi direte, che c'azzecca lui con Markoishvili? - ha fatto presente il tecnico Andrea Trinchieri -. Una sola cosa: è un giocatore forte e di personalità tecnica con due caratteristiche intriganti: intanto capisce la pallacanestro, passa la palla in modo fantastico (sapete quanto tenga a questo fondamentale come idea di sviluppo in un sistema) e inoltre ci dà una pericolosità in una zona del campo che sinora non avevamo esplorato ovvero un giocatore di uno-contro-uno spalle a canestro. Per farlo entrare velocemente nel sistema, il compito sarà quello di capire come adattare il nostro sistema di gioco a un giocatore diverso».


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f.cavagna

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