Venerdì 01 Marzo 2013

Trinchieri non si nasconde
«Cantù punta al vertice»

CANTÙ - Andrea Trinchieri, queste giornate di forzata meditazione a casa (costretto a letto da una polmonite) che hanno partorito?
Una riflessione. Abbiamo appena battuto la capolista, rovesciando la differenza canestri. Lo stesso dicasi per Sassari e Roma. Inoltre, Milano deve ancora venire da noi dopo che abbiamo vinto da loro.

Cosa sta cercando di dire?
Che tendo a pensare al bicchiere mezzo pieno e a mettere nell'armadio della stagione tanto ottimismo.

Per la verità ci sarebbero anche il passaggio a vuoto in Coppa Italia, le sconfitte in fotocopia a Venezia e Brindisi, il flop con Roma. E con Varese non è stata la vostra una prestazione memorabile.
Non ha senso pensare che quella con la Cimberio è stata in realtà una brutta partita perché talvolta occorre astrarsi da quello che il quotidiano inquina. La considerazione che mi sento di fare è che questa squadra può e deve svoltare sull'onda di dati oggettivi che prima ho elencato.

Svoltare, ma che in senso?
Siamo una squadra grande come taglia fisica, pesante, forte ma non veloce. Con Varese siamo stati capaci di giocare sui nostri binari, con il fisico che ha prevalso sulla loro dinamicità. Per proseguire su questa squadra, sono due le parole chiave: intensità e continuità di rendimento fisica, tecnica e mentale.

Per capirci, Cantù può ancora ambire ai primissimi posti?
È un campionato ancora lì da prendere. Questo vale per noi, ma ovviamente anche per altre cinque squadre potenzialmente in corsa. La differenza sarà dettata dal fatto di come ci presenteremo ad aprile. L'unica cosa che può spareggiare, semmai, è la mentalità che Siena si è costruita in questi anni.

Leggi l'intervista integrale nell'edizione de La Provincia in edicola venerdì 1 marzo

f.cavagna

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