Ai lov dis gheim Il pensiero di Gianni
Gianni Corsolini (Foto by Butti / Pozzoni)

Ai lov dis gheim
Il pensiero di Gianni

La rubrica di Corsolini, una delle più longeve sulle pagine de La Provincia

Stanno tornando le rondini mentre imprevedibilmente la Borsa denuncia il calo del lusso. Non si pensava potesse succedere, però in tema di Borsa il cesenate Alessandri supera del 10% i risultati dell’anno passato. È un successo del wellness, il sistema di vita basato sull’attività fisica.

Il 70-80% della produzione si vende nel nostro paese tra palestre e privati mentre all’estero va il resto, con un aumento crescente negli Usa. L’azienda è stata fornitrice ufficiale di quasi tutte le squadre calcistiche professionistiche italiane e inglesi. Voi, adesso mi dovete spiegare quali squadre cestistiche maschili e femminili di casa nostra non hanno i prodotti della casa romagnola? Praticamente tutte usano in palestra quei prodotti: bravo Alessandri che, guarda un po’, ha iniziato dal basket.

Intanto, in attesa del derby Cantù-Varese, Valentino Rossi si permette di vincere ancora e la Pellegrini continua a nuotare dopo 11 anni con la stessa grinta degli inizi. La Vezzali ha concluso la sua eccezionale carriera, così come Kobe Bryant. La sua ultima partita è stata un evento sportivo e mediatico eccezionale in tutto il mondo, non solo negli Usa per la palla a spicchi. Kobe in un’intervista dopo l’ultima gara si è esibito in un italiano quasi perfetto, lanciando un messaggio molto positivo ai nostri giovani. Mentre lui si gode il successo anche con il suo libro autobiografico, i Los Angeles Lakers stanno trattando con Ettore Messina per offrigli il posto come primo coach. Una bella soddisfazione.

Ho incontrato il vicepresidente della Pallacanestro Cantù Andrea Mauri in occasione di un incontro al Lions Club di Cantù-Mariano. Sono socio dal 1970 quando sono tornato dal Friuli in Lombardia e l’opportunità concessami di fare il relatore sulla storia della Pallacanestro Cantù mi ha inorgoglito. Sono infatti oggi il più vecchio come Lions e come Pallacanestro Cantù e posso testimoniare che entrambi i club hanno sempre contribuito al buon nome di Cantù sia in Italia che all’estero. I Lions adoperandosi per contribuire alla crescita di tutte le attività locali, sia in campo sociale che economico, valorizzando i merletti o il comparto del legno e del design.

La Pallacanestro Cantù valorizzando il vivaio, ricercando giovani del territorio, comprensibilmente con riguardo alle zone brianzole, pur non trascurando la ricerca di talenti anche fuori, offrendo loro la possibilità di studio o lavoro. La politica societaria ci ha poi portato ai titoli nazionali, alle vittorie nelle Coppe europee e addirittura in quella intercontinentale. Ovunque Cantù ha saputo dare significato al buon nome di “Città dai mille canestri”.

Tutte queste cose le ho ricordate al giovane vice-presidente Mauri non per dei consigli presuntuosi, ma per sottolineare che la serie A è un sistema complesso e quelli che pagano non possono fare tutto quello che vogliono. La filiera è ancora questa che prevede in alto il governo, poi il Coni, poi le federazioni, poi le leghe. Se non cambia lo statuto questa è la regola, tanto che le tre società “dissidenti” sono rientrate dall’abbandono, anche se le vere ragioni sono economiche, legate alla speranza di ottenere dei bonus nel caso di vittoria nelle varie manifestazioni.

Se Varese vince in Francia guadagna circa 200mila euro e a scendere fino al 4° posto. Il campionato costa molto e non offre il ritorno adeguato. Lo stesso proprietario sa che per vincere serve il collettivo e non sempre cambiando molto si migliora: non c’è il senso dell’appartenenza, gli stessi tifosi, persino i più sfegatati non si ritrovano e il gioco non soddisfa nessuno... Questo è il quadro, credo onesto, della situazione.

Nel girone di ritorno, per tornare al derby, Varese è stata una delle migliori, come gioco, intensità, convinzione. La nostra squadra si è salvata ma, lo dico con amarezza, è stata una delle peggiori. Spero che almeno il derby ci offra una soddisfazione.

Comunque ribadisco, e gli esempi di Reggio, Cremona e Trento lo confermano, bisogna guardare al futuro e in questo senso la vecchia “Parini” ha acceso la luce e lanciato un grande messaggio: il bellissimo torneo Under 20 ha visto una squadra giovanile canturina degna del passato.

La squadra di Visciglia gioca bene, i ragazzi sono ben preparati, giocano con quella serenità che viene dalla passione e dall’armonia dei rapporti interpersonali. Mi auguro che tutti abbiano nella vita i migliori risultati professionali e che ricordino il grande valore educativo che il basket, grazie alla capacità e sensibilità di chi li ha guidati, ha saputo trasmettere loro.

Gianni Corsolini


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