Arnaboldi agli Australian Open
«Sto bene, faccio il mio gioco»

Il fuoriclasse canturino a Melbourne, da domani le qualificazioni. Nel tabellone vip con tre vittorie. Caso Djokovic: «Le regole erano chiare»

Arnaboldi agli Australian Open «Sto bene, faccio il mio gioco»
Andrea Arnaboldi durante un match recente

Il tennista canturino Andrea Arnaboldi affronta da domani le qualificazioni per gli Australian Open. Un grande obiettivo, sulla carta molto complicato, nel più importante torneo australiano. Servono tre successi per accedere al tabellone principale, quello dove poi entreranno in scena tutte le star del tennis mondiale.

«È il miglior torneo»

Oggi si conoscerà il nome del primo avversario – sorteggi alle 16 australiane, le 6 in Italia – che Arnaboldi dovrà affrontare in questo prestigioso appuntamento, il primo dell’anno. Il canturino è a Melbourne dallo scorso 2 gennaio, per prendere confidenza con la superficie veloce degli Open e per acclimatarsi al meglio.

E ha raccontato le sue sensazioni alla vigilia dell’esordio: «Mi sento molto bene, poi questo è considerato un po’ da tutti i tennisti il miglior torneo, in assoluto. È molto bello, peccato per la distanza, ma una volta qui ci si abitua in fretta. Ha magari meno visibilità rispetto a Wimbledon o al Roland Garros, ma viverlo da dentro è davvero un’esperienza unica».

Essere nel tabellone delle qualificazioni non è da tutti. Ma Arnaboldi, anche stavolta, ce l’ha fatta: «Ormai sono alla settima partecipazione, avrei davvero voglia di riuscire a entrare nel main draw. Ho svolto una preparazione corta ma efficace: sono pronto per iniziare».

L’anno si è chiuso molto bene. Arnaboldi – 34 anni compiuti da pochi giorni - ha raggiunto la finale del Challenger Atp di Forlì sul veloce, persa contro il russo Pavel Kotov.

Una bella conclusione di un anno non semplice: «È stato un 2021 reso complicato dall’infortunio alla schiena che mi ha un po’ limitato. Grazie alla finale di Forlì, ho conquistato i punti per essere agli Australian Open, che erano un obiettivo».

In questi giorni, sul torneo si sono accesi – ancor di più – i riflettori di tutto il mondo per seguire il “caso Djokovic”. Il campione serbo che, una volta atterrato in Australia è stato bloccato per problemi di visto, domani avrà risposte in merito all’annullamento.

Vicenda che divide

Ma il tema è sulla bocca di tutti i tennisti arrivati in Australia: «Le regole erano chiare dall’inizio, come lui è stato chiaro nell’esporre le proprie tesi. Se gli è stata concessa l’opportunità di partecipare, ha fatto bene. Staremo a vedere gli sviluppi della situazione…».

Lo slam australiano sarà il primo grande torneo di Arnaboldi nel 2022. Un anno in cui il canturino, seguito da Diego Nargiso e dal preparatore Stefano Viganò, non vuole fissare obiettivi precisi: «Non ho aspettative particolari – rivela “Arna” -, se non quella di star bene fisicamente, in modo da poter esprimere il mio tennis per riavvicinarmi al mio “best rankig”». L. Spo.

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