Arnaboldi se la gode lo stesso «Peccato solo per il ko in finale»
Andrea Arnaboldi (a sinistra) alla premiazione degli Assoluti

Arnaboldi se la gode lo stesso
«Peccato solo per il ko in finale»

Il professionista canturino rivive la sua esaltante avventura ai Campionati italiani Assoluti

Il rammarico c’è, inutile nasconderlo. Disputare la finale dei campionati italiani Assoluti di tennis non capita tutti i giorni, a maggior ragione se la Federazione non li organizzava più da sedici anni. Ma Andrea Arnaboldi, il tennista comasco più in alto nella classifica Atp, numero 282 al mondo, ha assorbito abbastanza bene la sconfitta nell’atto decisivo contro Lorenzo Sonego, il superfavorito della manifestazione dall’alto della posizione numero 46 nel ranking mondiale.

Alla fine, prevale la soddisfazione per aver potuto di nuovo calcare un campo da tennis: «Sono felice – dice il tennista 33enne – perché ho disputato un torneo in crescendo. Nei primi turni ho vinto facilmente, pur non giocando benissimo. Poi anche il gioco è migliorato». Gli appassionati hanno ancora negli occhi la partita dei quarti contro Federico Gaio, ribaltata con cinque punti consecutivi al super tie-break, proprio quando il canturino sembrava spacciato: «È stata la migliore partita del torneo, una sfida che sintetizza bene cosa sia questo sport. Come ho vinto? Mi sono detto di provarci fino alla fine. Non succede ma se succede… ed è successo. Il tennis è così: bisogna stare concentrati e non abbattersi».

Poi sono arrivate la rapidissima semifinale vinta contro Andrea Vavassori in un’ora di gioco e, infine, l’atto conclusivo contro Sonego: «Ho perso e un po’ di rammarico c’è. Non ho giocato male, ma a livelli lontani dal mio standard. Poi bisogna anche ammettere che Sonego è un avversario difficile, un giocatore completo con un gran servizio. Io avrei potuto sicuramente servire meglio». Cosa lascia questa settimana di gioco dopo tanto tempo senza partite ufficiali? «Tante belle sensazioni, perché per tutti è stato importante riprendere: l’adrenalina del gioco è diversa da quella dell’allenamento. Poi vincere quattro partite di fila dà sempre la giusta carica e tante emozioni. Considerato poi il buon livello e l’ottima organizzazione, è stata una settimana importante per ritrovare il ritmo».

Ora la stagione prosegue in Umbria, con Arnaboldi che sfida al primo turno Raul Brancaccio a Perugia: «Il problema è che dopo questo torneo, non ci sono in programma altri eventi a breve, rischiamo di fermarci ancora per un po’, con i Challenger che riprenderanno il 17 agosto». C’è però una bella novità, annunciata da Arnaboldi: «Dal 5 luglio si torna in campo per la serie A a squadre. Io e mio cugino Federico saremo tesserati per la stessa società, il Tennis Club Genova, dopo tanti anni passati al Park Genova. Ho deciso di cambiare squadra per poter giocare con lui».n 


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