Attenzione a Cantù-Trieste Adesso la partita è a rischio
Jazz Johnson, uno dei giocatori che è stato male (Foto by Butti)

Attenzione a Cantù-Trieste
Adesso la partita è a rischio

Il club biancoblù attende l’esito dei tamponi, ma è da giovedì scorso che non si allena

La preoccupazione, fin da subito, ha preso il posto della frustrazione. Perché a Cantù, come ovunque, prima viene la salute, poi eventualmente i non allenamenti e un programma stravolto. L’Acqua San Bernardo, che da giovedì scorso non fa una seduta seria, rischia di tornare in campo non prima di domani. Quindi a una settimana di distanza, e senza nemmeno sapere con quanti giocatori.

Ieri nel tardo pomeriggio il gruppo squadra si è sottoposto a un nuovo giro di tamponi e fino almeno a stasera, ma più verosimilmente domattina, il roster, i tecnici e tutto lo staff (da quello medico e paramedico al general manager Daniele Della Fiori) andati finora a referto non sapranno quale sarà il proprio destino.

Accanto ai casi conclamati (Smith il primo, poi La Torre e Bayehe) di positività, il forte sospetto è che stavolta la rosa degli infetti possa allargarsi, e neanche di poco. Visti i casi, tra l’altro assai poco asintomatici, di Procida, Pecchia, Johnson e, ultimo della lista, Leunen. Non è detto, ma se non è Covid, di forte forma influenzale si tratta sicuramente.

Ecco perché, all’improvviso, diventa a forte rischio anche la partita di sabato sera in casa con Trieste. Ben che vada, e cioè che i casi di positività non aumentino e gli altri guariscano, prima di domani pomeriggio sarebbe impensabile qualsiasi forma di lavoro di squadra. Cantù, e lo ha già fatto sapere a più riprese, non chiederà lo spostamento e si limiterà a notificare alla Lega Basket, oltreché agli organi sanitari competenti, il quadro della situazione. Dopodiché, come fatto con responsabilità e coscienza domenica scorsa, toccherà alla Lega stessa fare i passi nei confronti della Federazione.

Ormai, più che altro, si tratta di un problema di equità competitiva. E questo indipendentemente dal numero di contagiati. Troppo conta, infatti, la casualità (volete mettere un eventuale focolaio nel momento di stop per la Nazionale?), oltreché che tutti i ragionamenti che vanno oltre i positivi. Perché balla il loro recupero, medico e fisico, ma anche quello dell’intero gruppo, che nel frattempo si è fermato per l’isolamento fiduciario. Risulta quindi difficile pensare al “tanti negativi, via subito in campo”.

Anche alla luce dei recenti casi di Trento e Milano, il problema sicuramente sarà al centro dei discorsi dell’assemblea della Lega Basket di domani alle 11.30, dove probabilmente saranno messi sul tavolo eventuali piani B, C e magari anche D, visto che l’attuale format sembra non più reggere, legato com’è soltanto agli spostamenti delle partite.


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