Ballerini, niente strada  «Ho tirato un po’ il freno»
Davide Ballerini (a sinistra) con il ct Davide Cassani

Ballerini, niente strada

«Ho tirato un po’ il freno»

Gli allenamenti del professionista canturino «Eravamo in Grecia in ritiro e siamo rientrati a casa. E lì ci hanno chiesto di restare, al massimo faccio mtb».

Della polemica riguardante i corridori che, in barba ai divieti, si allenano altrove per mantenere la forma, Davide Ballerini, atleta comasco di punta in forza quest’anno alla Deceuninck-Quick-Step dopo un anno denso di risultati all’Astana, non se ne interessa poi granché. Anche adesso che, con i pro obbligati ad andare sulle strade per allenarsi, sono presi di mira da automobilisti e da quanti sostengono che pure loro devono rimanere a casa.

Lui stesso, che un paio di settimane fa era in Grecia in ritiro con la squadra, è rientrato in tutta fretta a causa dell’emergenza-coronavirus. «Eravamo in Grecia – spiega Ballerini - perché, dopo la cancellazione delle prime gare della stagione, la squadra ha programmato un ritiro. Noi ci saremmo rimasti anche di più, specie visti i problemi altrove, ma le strutture hanno iniziato a chiudere anche là e abbiamo fatto ritorno a casa, dove ci hanno chiesto di rimanere».

La forma, tutto sommato, c’è. Il morale, ovviamente, un po’ meno. «Io sto bene, non ho alcun problema. Mi sto allenando in mountain bike, come sempre. Su strada, invece, non sono ancora uscito», prosegue. Per i professionisti della bicicletta, lo stop imposto dall’esplosione del virus in tutta Europa è un problema non da poco. Difficile, per loro, programmarsi in assenza di scadenze e obiettivi certi da inseguire.

Di sicuro, in Italia non si correrà almeno fino a maggio. «Siamo a un punto morto. Non sappiamo quando, perché allenarci e per cosa allenarci. Non c’è un obiettivo definito perché nessuno sa bene cosa fare. Inizialmente si era parlato di due settimane di stop alle gare, poi che si sarebbe ripartiti all’inizio di aprile, poi hanno rinviato il Fiandre e la Roubaix e ora presumo non si faccia nulla per tutto il prossimo mese. Anche il Giro è stato spostato e non si conosce ancora la data certa della sua partenza. Il Tour si dice si farà di sicuro, ma arrivarci è ancora lunga. Si vedrà, insomma, più avanti», continua il canturino.

Tra mille incognite, la questione non riguarda soltanto la forma fisica, ma anche la tenuta mentale degli sportivi, che in assenza di traguardi da raggiungere rischiano di perdersi un po’. «Le vittime continuano ad aumentare. Finché non diminuiranno è difficile pensare alla ripresa. Negli altri Paesi, peraltro, sono indietro rispetto a noi. Questo è un ulteriore problema da affrontare».

Al timore per il coronavirus, ovviamente, si somma la consapevolezza che il ciclismo, che vive di strade e passione attorno a queste ultime, ha nel pubblico che si assiepa a lato della carreggiata o lungo i tornanti il suo cuore pulsante. «Non è una situazione facile. Cerchiamo di non pensarci, di focalizzarci sulla preparazione, anche se abbiamo tirato un po’ i freni visto che si correrà più verso la fine della stagione. Siamo in un momento di stand-by e, in questo frangente, mi sto allenando non troppo intensamente giusto per tenere la condizione, per non perdere tanto», conclude Ballerini.


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