Arrigoni: «Il coronavirus?
Mi ricorda l’austerity»

«Purvis è una mossa per mettersi al riparo da brutte sorprese. Il calendario di Cantù era ed è difficile»

Il basket, come gli altri sport, si è fermato. Ma la vita sportiva prosegue e anche quella della Pallacanestro Cantù. Che, sabato, ha ricevuto la visita di Bruno Arrigoni che del club è consulente tecnico. Ha visto all’opera la squadra e ha parlato a 360° gradi di campionato, Cantù e… coronavirus: «Già, perché la mattina vado in palestra per tenermi in forma e ora non posso più, non posso andare a vedere le partite… Speriamo tutto torni alla normalità in fretta».

Quindi, che Cantù ha visto in piena sosta per coronavirus?

È chiaro che manchi un po’ di motivazione senza la partita alle porte. Ma ho visto cose interessanti.

Che ne dice di Purvis, il nuovo giocatore di Cantù?

Ho apprezzato in generale la voglia della squadra di inserirlo e il suo desiderio di integrarsi. Ha cercato passaggi belli, non ha forzato, mi è piaciuto negli uno contro uno: mi sembra un giocatore apprezzabile dal punto di vita tecnico, può dare solidità. Si capisce anche che è fermo da un po’ di tempo: ora deve trovare la condizione migliore, ma è l’uomo giusto per Cantù.

È una mossa per centrare i playoff?

No, è una mossa per mettersi al riparo da brutte sorprese. Il calendario di Cantù era ed è difficile. Sicuramente abbiamo voluto mandare un messaggio chiaro: la società è presente e se c’è qualche occasione non se la lascia sfuggire.

C’entra qualcosa Arrigoni in questa operazione?

No, tutto merito di Della Fiori. Lui mi coinvolge sempre, ma la decisione è sua. Purvis è un giocatore funzionale alle nostre necessità e per lui è una grande occasione di rilancio.

Uno stop già lungo, che si è allungato: ha mai vissuto in passato allarmi di questo genere?

Onestamente non ricordo nulla di questo tipo. Sicuramente in passato ci sono stati dei rinvii, ordinaria amministrazione però. Non è paragonabile, ma ricordo i disagi del 1973, quando non si poteva andare in macchina per l’austerity legata al petrolio…. Ma la situazione era del tutto gestibile.

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