Arrivati in 250 a Scafati per tifare. Ma a Cantù non è bastato

L’ennesima e grande prova di amore del popolo canturino nel giorno della delusione cocente

Arrivati in 250 a Scafati per tifare. Ma a Cantù non è bastato
Matteo Da Ros, uomo di esperienza, non ha mai inciso

Tensione alle stelle per la supersfida che ha deciso la seconda, ed ultima, promozione nella massima serie. Scafati è stata protagonista di una grande cavalcata, dominando il girone rosso, e si è giocata le sue fiches davanti ai propri tifosi. Cantù ha recuperato una serie iniziata in salita dopo le due sconfitte in trasferta. La rabbiosa reazione di capitan Da Ros e le alchimie difensive di coach Sodini nel finale di gara 3, l’energia di Bayehe e le stoccate di Stefanelli hanno infiammato il PalaDesio in gara 4.

Euforia e voglia di impresa che hanno acceso ancora di più i tifosi brianzoli. Sono stati 250 i supporter biancoblù al PalaMangano, radunatisi davanti allo storico Bar del Pianella per gremire due bus stracolmi di passione, accompagnati da tante auto in partenza dalla Brianza in direzione Scafati. Tutti uniti per spingere i propri beniamini verso quella che sarebbe stata una grande impresa.

A spingere l’Acqua San Bernardo non solo il carico pubblico di fede brianzola che ha colorato un PalaMangano vestito a festa, ma anche i tantissimi tifosi incollati davanti al maxischermo allestito a Cantù per l’occasione. Dall’altra parte medesima ansia e stessa passione per i tifosi della Givova. Il popolo gialloblu è pronto per spingere con tutta la propria energia gli uomini di coach Alessandro Rossi a realizzare il sogno promozione. Il PalaMangano è già pieno di tifo e calore nel pre partita per accogliere capitan Rossato e compagni. La squadra di patron Nello Longobardi vuole riassaporare la gioia della massima serie, che manca a Scafati dalla stagione 2007/8.

La tifoseria campana vuole rendere ancora una volta invalicabile il muro del fortino chiamato PalaMangano, Sono ben ventinove le vittorie consecutive, tra Supercoppa, stagione regolare e playoff, in casa della truppa gialloblu. Manca il sigillo numero 30, come quello stampato sulla maglia di Diego Monaldi, folletto imprendibile spesso protagonista di magie esaltanti.

Creatività e talento necessari per completare il capolavoro della Givova, per una parola magica chiamata promozione. Dalla palla a due terminano i pensieri e si accende la sfida, la schiacciata di Bayehe e le triple di Clarke aprono lo spettacolo del “Do or Die”, che ha deciso l’ultima gara di playoff della stagione. Il risultato non sarà stato esaltante, ma l’attaccamento dei tifosi di Cantù, l’aver portato Scafati fino a gara-5 e la possibilità di giocarsi l’anno prossimo un traguardo importante dopo una stagione comunque non negativa sono tanta roba da cui ripartire.

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