Bazarevich cita Trap e fa il menu

«Non sono qui per mangiare pasta»

Prima dice in italiano «Non dire gatto se non l’hai nel sacco», poi spiega come i suoi obiettivi siano ancora molto alti, nonostante l’eliminazione europea

Bazarevich cita Trap e fa il menu «Non sono qui per mangiare pasta»
Sergey Bazarevich
(Foto di Carlo Pozzoni)

Fuori dalle final eight di Coppa Italia, estromessi dalla Fiba Europe Cup, coach, non ha altra scelta che vincere lo scudetto, le pare? La risposta viene in coda a un sorriso schietto e divertito: «E’ come sparare alle stelle per cercare di colpire la luna o meglio – e lo dice in italiano abbandonando per un attimo il suo inglese fluente – “non dire gatto se non l’hai nel sacco” come afferma un vostro grande allenatore di calcio (il mitico Giovanni Trapattoni ha fatto proseliti anche in Russia a quanto pare, ndr). Scherzi a parte. Dobbiamo lavorare per agguantare i playoff. Questo è l’obiettivo che tutti noi perseguiamo. Faremo il possibile per portare Cantù il più lontano possibile. Sappiamo che dobbiamo impegnarci al massimo, lavorare forte in palestra. L’unica strada è questa. D’altronde non sono venuto certo qui solo per mangiare dell’ottima pasta!».

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