Cantù: ascolta Sacripanti
«Devi correre, ma puoi farcela»

Il tecnico brianzolo di Napoli ha vinto la passata serie A2 e sa come si fa

Cantù: ascolta Sacripanti «Devi correre, ma puoi farcela»
Stefano Sacripanti con il trofeo per la vincitrice di serie A2

Non andrà in curva, ma il tifoso Pino sacripanti della “sua” Cantù sa tutto. Non potrebbe essere diversamente, tanto più ora che nello staff di coach Sodini c’è anche un “apprendista allenatore” come il nipote Filippo. Tifoso come e più di prima, perché Pino, lo scorso anno in versione “magique”, è stato l’ultimo a vincere la A2 con Napoli. In pratica, conosce la materia molto bene. E se l’obiettivo di Cantù è risalire in serie A – al netto che non esistono formule magiche -, qualche “dritta” non può che essere ben accetta.

Serie A

Per lui e la sua Napoli la stagione in A è già cominciata: esordio di fuoco contro Milano, è arrivata una sconfitta di 10 punti. Cantù invece esordirà domenica, in casa contro Capo d’Orlando: «Seguo sempre con grande interesse tutte le vicende di Cantù – esordisce il coach – e devo dire che, a un roster già di livello, l’aggiunta di Cusin porterà ancora più spessore. Vedo completezza nella squadra: si è scelto di dividere il talento sul perimetro e di mettere durezza con lunghi che possono avere tanti punti nelle mani. Ci sono dieci giocatori veri, e il pacchetto lunghi è davvero interessante con Bayehe e Nikolic».

Con Napoli, Sacripanti ha vinto i playoff la scorsa stagione, salendo nella massima serie al pari di Tortona. Segreti non ce ne sono, alchimie nemmeno, ma serve tanto lavoro: «Abbiamo vinto la serie A2 mettendoci in testa un obiettivo prioritario, ossia difendere fortissimo per rompere i tatticismi degli avversari. Ci siamo dati regole chiare e dure, puntando su atletismo e fisicità. Io ho provato a fare così ed è andata bene e sulla carta Cantù ha ottime chance per fare altrettanto. Inoltre sono certo che Sodini saprà tirare fuori il meglio di ognuno dei giocatori su cui può puntare: è bravo, conosce a categoria e ha uno staff di assoluto livello».

Scordarsi che sarà una passeggiata di salute è un’altra delle chiavi per poter primeggiare: «È molto importante avere ben chiaro l’obiettivo. E a Cantù è normale che tutti, e con tutti intendo proprio tutti, ogni giorno ricorderanno a giocatori, staff e società che non ci sono alternative al ritorno in serie A. Noi a Napoli ci siamo riusciti grazie a una cavalcata trionfale che ci ha regalato anche una Coppa Italia: Cantù dovrà essere brava a reggere questa pressione che, indubbiamente, ci sarà».

Avversarie

E non mancheranno le avversarie agguerrite: «Molte squadre hanno già mostrato un buon livello nel corso della Supercoppa, manifestazione importante ma che può avere un significato deviante. Sono felice per Brienza che ha vinto con Pistoia, ma è partito leggermente avvantaggiato perché la squadra è stata cambiata poco. Senza nulla togliere alla Supercoppa, il campionato è un’altra cosa, perché bisogna mettere tutti in fila per vincere».

Altre “avvertenze” per tener diritta la barca? «Come dicevo, Cantù dispone di dieci giocatori veri, fatti e finiti. Il primo compito è l’assegnazione dei vari ruoli: c’è una sola partita a settimana, andranno eliminate eventuali lamentele, anche perché i protagonisti potrebbero variare da partita a partita. È quindi importante che il bene primario sia l’interesse della squadra, che deve essere superiore a ogni tipo di protagonismo del singolo».

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