Cantù, capitan Sergio dà la carica
«Tutti uniti ce la possiamo fare»

Il galà natalizio tra squadra, club e città si è trasformato in quello dei buoni propositi L’allenatore Sodini e il territorio: «Vogliamo diventare il più bel mobile mai realizzato da Cantù»

Cantù, capitan Sergio dà la carica «Tutti uniti ce la possiamo fare»
Da sinistra il capitano Luigi Sergio, Giulia Gorietti e il tecnico Marco Sodini
(Foto di Gorini / Pall. Cantù)

Programmi, progetti, qualche risata e tanti auguri. Non è mancato nulla al gala natalizio della Pallacanestro Cantù, organizzato al Museo del Legno – Riva 1920, neppure un fuoriprogramma con un allarme antincendio scattato, ma che non ha provocato alcun disagio. Davvero notevole il contesto, in un binomio legno-basket a sottolineare i due prodotti per cui Cantù è riconosciuta in Italia e all’estero.

Legame ribadito anche dal padrone di casa, Maurizio Riva, e dal presidente Roberto Allievi nei loro interventi: «Per noi – ha detto Allievi - è un anno importante: abbiamo quasi del tutto ripianato i vecchi debiti, anche se abbiamo vissuto l’amarezza della retrocessione. Ma è una stagione entusiasmante, per gli obiettivi che abbiamo: Cantù nel 2024, con il nuovo palazzetto, vuole tornare a essere un’icona della pallacanestro italiana, così come il mobile è un simbolo del nostro territorio».

Giulia Gorietti e Andrea Roncato

Presentata da Giulia Elettra Gorietti, la serata ha visto la partecipazione di dirigenza, staff, giocatori e sponsor ed è stata animata da Andrea Roncato, il comico notissimo del duo Gigi e Andrea. Ha rivelato di essere un grande appassionato di basket: «Ricordo giocatori meravigliosi, come Recalcati e Marzorati e le grandi sfide contro la mia Virtus. Anni incredibili, Cantù è sempre stata una delle squadre più belle del nostro basket. Noi andavamo sempre al palazzetto perché c’erano le ragazze più belle di Bologna, anche qua funziona così?».

Ricordi che sono in qualche modo andati in scena grazie al video proiettato, a metà tra passato e futuro: le gesta della grande Cantù di una volta e il render animato dell’arena («io però lo chiamo ancora palazzetto…», ha detto il presidente di Cantù Next, Sergio Paparelli) che sorgerà in Corso Europa. Ne hanno parlato a più riprese i dirigenti di Cantù.

Sul palco il vicepresidente Angelo Passeri, che ribadito «l’unicità e la peculiarità dell’azionariato popolare della Pallacanestro Cantù, caso unico nello sport professionistico italiano», oltre al consigliere delegato Andrea Mauri: «Grazie agli sponsor, che ci permettono di vivere una stagione di alto livello in A2. Il nostro progetto per il 2024, con la realizzazione dell’arena, è un sogno: nostro e del territorio».

Con un attore a pochi metri, non poteva mancare una citazione cinematografica (da “L’allenatore nel pallone”) di coach Marco Sodini: «Se mai mi servisse un giocatore, mi rivolgerei ad Andrea Bergonzoni, il migliore scopritore di talenti...».

Tornando più serio, il coach ha parlato della sua esperienza canturina: «Rappresento ragazzi che lavorano seriamente per un obiettivo importante e sono felice di essere il loro allenatore. Cantù è famosa per la solidità del suo mobile: vogliamo diventare il più bel mobile mai realizzato da Cantù».

«In linea con gli obiettivi»

Anche il capitano Luigi Sergio ha scherzato al microfono: «Il segreto di Cantù? Il suo allenatore. Siamo in linea con gli obiettivi, il progetto prosegue anche se sappiamo che c’è ancora molto da lavorare. Tutti uniti ce la possiamo fare».

Il vicepresidente Walter Sgnaolin ha poi presentato l’iniziativa che ha lanciato la società nel Liceo Artistico “Melotti”: disegnare una maglia per la Pallacanestro Cantù, «un modo per avvicinare anche i giovani alla nostra realtà», ha detto il dirigente. Tre le studentesse premiate – Emma Molteni, Matilde Bracci e Camilla Costanzo -, per tutte foto ricordo con Bayehe e Da Ros.

Anche la politica ha presenziato: in sala il vicesindaco di Cantù, Giuseppe Molteni e il sottosegretario di Regione Lombardia Fabrizio Turba.

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