Cantù e l’imperativo di Sodini
«Vincere per noi e per i tifosi»

Il tecnico biancoblù si prepara al big match contro Mantova

Cantù e l’imperativo di Sodini «Vincere per noi e per i tifosi»
Marco Sodini, allenatore di Cantù
(Foto di Butti)

Perché Cantù-Mantova è importante, nonostante sia solo alla quinta giornata? La risposta la dà direttamente coach Sodini, prima della sfida al vertice – non pronosticata alla vigilia del campionato – tra la sua squadra e l’avversaria, la rivelazione del momento. Entrambe a 8 punti dopo quattro giornate, a punteggio pieno, oggi si sfideranno alle 18 a Desio.

Tornando al quesito iniziale, ecco la risposta del coach canturino: «Per dire e confermare che Cantù è forte, per migliorare ancora con l’obiettivo di arrivare pronti per i playoff: vorrei che fosse un bellissimo spot promozionale per noi stessi. E poi c’è sempre la “mission” del recupero della piazza, che sta tornando a seguirci».

«Non giocare per non peRdere»

Un concetto che Sodini sta cercando di far passare è proprio questo: il campionato è importante, servirà anche vincerlo. Ma occorre lungimiranza e capire che i prossimi saranno mesi di costruzione continua, con l’obiettivo di arrivare pronti all’appuntamento che conterà, da metà maggio in poi, vale a dire i playoff. E Cantù, oltretutto, deve anche «abituarsi a giocare per vincere, non a giocare per non perdere».

Intanto, Mantova è importante anche per ciò che va cercando Sodini: «Vorrei miglioramenti immediati: è inaccettabile che la nostra squadra sia penultima nel girone per media di palle perse, oltre 16. Sarà un test probante, per capire il nostro percorso e dove andare a migliorare: la chiave sarà giocare a campo aperto, impedire a loro di farlo, e allargare il campo. Ci saranno scelte tattiche diverse rispetto alle prime partite».

Sebbene la stagione si deciderà in primavera, occorre però anche considerare l’interesse e il “pepe” che inevitabilmente dà una sfida al vertice, nonostante cada in pieno autunno.

E Sodini non si tira indietro: «Mantova è una squadra che non mi sorprende, perché ha un quintetto davvero molto buono e grosso. Come dimensioni, sono forse anche più grandi di noi, basti pensare al play Laganà. Il loro quintetto è molto molto forte».

Tanti giocatori hanno scelto di giocare ancora con coach Di Carlo: «E la squadra è stata infatti costruita a immagine e somiglianza dell’allenatore. Ha molti giocatori abili nell’uno contro e in questo assomiglia vagamente a Torino. Stojanovic, uno dei migliori giocatori dell’A2, è molto efficace nel prendere vantaggi nell’uno contro uno, sebbene possa apparire un po’ lento».

Altra caratteristica tutta mantovana, sono i rimbalzi: «È la squadra che prende più rimbalzi in assoluto di tutta la A2, e più di tutti in attacco, con 13.5 a partita, un’enormità. La nostra attenzione difensiva dovrà quindi essere sarà massima ma, contrariamente a quelle che erano le drammatiche previsioni, anche noi non stiamo soffrendo a rimbalzo tutto sommato. Quindi, sarà un bel duello».

«3.500 spettatori si può»

Altra sfida nella sfida, come detto, sarà quella del pubblico. Sodini sogna 2.500 spettatori per Cantù-Mantova. Ma, sempre in prospettiva, punta ad altro: «Non dico 6 mila, ma credo che a Cantù ci sia margine per portare 3.500 spettatori al PalaBancoDesio nei playoff: chi verrebbe a vincere qui con questi numeri? Il mio obiettivo è arrivare primo per avere il fattore campo nei playoff, ma a quel punto dovremo aver già convinto la tifoseria. Già adesso, chi ci viene a vedere, dice che lo spettacolo è divertente e coinvolgente».

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