Cantù, Pashutin non si nasconde
«La responsabilità è anche mia»

L’analisi del coach dopo il ko nel derby: «Chi è qui deve dare tutto»

Cantù, Pashutin non si nasconde «La responsabilità è anche mia»
Coahc Evegeny Pashutin a Varese
(Foto di Gorini / Pall. Cantù)

L’analisi tattica del derby perso a Varese lascia veramente il tempo che trova. Evgenij Pashutin, tecnico di Cantù, si sofferma per poco sul basket giocato.

Dal disastroso primo quattro da 37 punti subiti, poca garra e percentuali altissime da 3 di Varese, aiutate da una difesa “creativa” dei biancoblù: «Non siamo stati bravi e concentrati nella prima frazione di gioco, abbiamo subito un parziale troppo grande da colmare. Nelle successive tre frazioni di gioco siamo stati alla pari, ma con una buona squadra e solida come Varese non puoi concederti di prendere certi handicap, questa è stata la chiave della partita».

Finiti i convenevoli di rito è chiaro che l’argomento da affrontare è un altro, un atteggiamento di alcuni elementi che si trascina da troppo tempo. Dopo la partita con Venezia il coach ne aveva già parlato e si era fatto scappare anche un nome. Quello di Tony Mitchell, su tutti, che nelle ultime settimane aveva saltato qualche allenamento senza apparente spiegazione: «Chi è qui deve dare tutto, non possiamo accettare situazioni dove i giocatori si spendono per la maglia e per i tifosi solo al 50% delle proprie possibilità, se vogliono rimanere qui devono lottare».

Si mette in discussione in prima persona il coach: «È mio compito motivare i giocatori e convincerli a dare l’anima in campo: qualcuno lo sta facendo, altri no, e la responsabilità è anche miaZ.

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