Cantù, Visciglia e la prima tra i grandi
«Peccato non aver trasmesso carica»

Parla il giovane tecnico che ha guidato l’Acqua S. Bernardo contro Brindisi

Cantù, Visciglia e la prima tra i grandi «Peccato non aver trasmesso carica»
Antonio Visciglia in un time out
(Foto di Butti)

Nella sua testa, per una frazione di secondo, prima della palla a due contro Brindisi, avrà rivissuto tutti i suoi anni alla Pallacanestro Cantù: 31 su 36. Una vita. Da quando ne aveva cinque, infatti, Antonio “Totò” Visciglia è un tutt’uno con la società. Giocatore fino a 17 anni («poi Sacripanti mi consigliò di cominciare ad allenare»), poi coach di squadre giovanili nella Pallacanestro Cantù e nel Pgc. Fianco a fianco con i suoi amici e colleghi Gerosa, Brienza e Casali e nell’entourage dei coach canturini: Sacripanti, Dalmonte, Trinchieri, Molin, Corbani. Dieci finali scudetto giovanili consecutive nel suo curriculum, domenica scorsa ha esordito in A, per gestire una situazione complicata.

Non è andata come sognava, ma l’emozione per Visciglia è stata comunque forte: «Ero proprio carico, ho sentito la gente vicina nei giorni che portavano alla partita, gli Eagles con il loro striscione, la società mi ha incoraggiato. Sono deluso però, per non aver centrato la vittoria».

Insomma, la testa era tutta sul campo, in un periodo difficile per Cantù: «Le emozioni le ho messe da parte in fretta, ho cercato di farle diventare energia positiva. Onestamente, non era facile affrontare Brindisi, la squadra più in forma del campionato, in questo specifico momento: loro carichi a mille, al top, noi con i nostri problemi. Che sono stati, oltre all’assenza di Gaines, Bucchi e Gandini, anche piccoli contrattempi in settimana: un paio di virus gastrointestinali e qualche acciacco».

Nella sua testa, Visciglia non ha mai pensato a un rinvio, quantomeno non era quella la forma mentis da proporre in campo: «Io mi sono posto in allenamento come se dovessi preparare una partita, cercando di mettere da parte tutti i discorsi extra. Non è stato facile per i giocatori: godo del rispetto di tutti, ma resto sempre il secondo assistente. Non abbiamo perso per questo motivo contro Brindisi, ma sicuramente un po’ ha influito. E per Brindisi questa partita era sicuramente importante per la loro corsa al secondo posto: non ho mai pensato potessero sottovalutare l’impegno a Desio contro di noi, nonostante il loro calendario fitto di impegni».

È stata una partita tutta sua, gestita interamente da Visciglia: «Bucchi mi ha dato piena fiducia. Ero pronto, volevo trasmettere tutto in campo. Qualcosa di buono c’è stato, ma nel terzo quarto, quando Brindisi ha aumentato il ritmo, noi abbiamo un po’ mollato. Peccato. Mi spiace non essere riuscito a trasmettere del tutto la mia carica: le mie squadre di solito non si arrendono mai».

Ora che succede? «Si va avanti, nella speranza di poter ricostituire in fretta lo staff e ritrovare Gaines, per tornare sui livelli di due settimane fa. Ora abbiamo quattro partite in cui non potremo sbagliare: dovremo conquistare più punti possibili».

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