Derby Cantù, niente Marsigliese
Alla fine spunta la bandiera francese

Il caso della proposta di Fip e Lega come tributo per l’incendio di Notre Dame

Derby Cantù, niente Marsigliese Alla fine spunta la bandiera francese
La bandiera francese all’inno d’Italia
(Foto di Butti)

Alla fine a risuonare è stato l’inno di Mameli. La proposta di Fip e Lega di passare la Marsigliese in “onore” o meglio, per tributo e rispetto verso l’incendio che ha danneggiato la Cattedrale di Notre Dame a Parigi non è stata accolta da Cantù.

Ne era pure nato un piccolo caso diplomatico, per i più drastici un asservimento alla nazione Francia, ancor più grave dopo i piccoli recenti casi diplomatici tra Montecitorio e l’Eliseo. Per altri, come gli Eagles, un’inutile sceneggiata. C’è da dire che i supporters canturini nel comunicato avevamo specificato chiaramente che il loro perentorio “no” alla Marsigliese non aveva alcun contorno di tipo politico, ma prendeva le distanze da un gesto verso un incidente che per quanto grave non ha causato nessuna vittima.

La linea era quella, in caso di inno francese, di tardare l’ingresso in curva, ma anche quella di non fischiare per nessun motivo. Questioni di opportunità quindi che la società ha comunque mediato diplomaticamente esponendo la bandiera francese proprio durante l’inno italiano davanti a propri giocatori.

Insomma, i bambini della Patria, sono rimasti a casa, a Cantù come Cremona e Trieste. Caso diplomatico o meno è rimasto confinato giusto al pre-partita. Derby infuocato nonostante l’assenza dei tifosi ospiti, e pubblico molto carico, 3808 i presenti. Il che dimostra soprattutto come in questo pazzo basket italiano nel giro di un girone sportivo possano davvero cambiare tante cose. All’andata un’asfaltata beccata senza termini di smentita in una situazione societaria paragonabile solo al Titanic che affonda.

Sette anni fa, questo giorno preciso, a Cantù si posava la prima pietra del mai realizzato PalaTurra. A pensarci fa specie. È vero che la storia va avanti da così tanto tempo che 7 anni possono sembrare anche pochi, però pensare che dopo tutto questo tempo la squadra sia confinata a Desio, che il Pianella sia praticamente da demolire e che in quel posto è praticamente rimasto lo stesso buco di allora rimane ad effetto.

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