E ora sotto con Milano-Cantù

Due filosofie diverse di gioco

La Red October corre e segna tanto, l’Olimpia forte ma più compassata.

E ora sotto con Milano-Cantù Due filosofie diverse di gioco
Jaime Smith “attacca”Curtis Jerrells

Dica 33. No, non occorre che si estenda la richiesta alla Pallacanestro Cantù, perché è la stessa Cantù a dire 33 senza dover esser sollecitata da alcuno. Perché quella che avrà inizio oggi sarà appunto la partecipazione n.33 ai playoff del club brianzolo che stacca così nell’apposita graduatoria degli “aficionados” la Virtus Bologna (32) issandosi solitario al 2°posto alle spalle proprio di Milano (37) che l’attende in questa serie dei quarti di finale già a partire dalla serata odierna al Forum di Assago (palla a due alle 20.30 con diretta su Eurosport2 della sfida affidata alla terna Lanzarini-Sardella-Di Francesco) in gara-1.

Due società - Olimpia e Pallacanestro Cantù - che nei playoff ci sguazzano da sempre e anche più di altre, ma due squadre - EA7 e Red October - praticamente agli antipodi quanto a esperienza in questo genere di partite. Perché quella biancorossa è infarcita di giocatori abituati a confrontarsi nei match che aprono la strada verso la conquista del titolo nazionale (non solo quello italiano), mentre quella biancoblù da questo punto di vista vanta decisamente meno crediti e argomenti.

Eclatante ed emblematico, giusto per fare un esempio, il caso relativo ai rispettivi coach: per un Simone Pianigiani che ha già allenato 65 partite di post season - con 59 vittorie (90.8%) e 5 scudetti in bacheca... - c’è un Marco Sodini al debutto assoluto.

La forbice tra i due team è ampia anche sotto il profilo della filosofia tecnico-tattica (senza soffermarsi sull’evidente disparità per qualità e quantità della “rosa”). Se Cantù è quella che segna più punti in assoluto concedendone altresì più di tutti, Milano è quella che ne subisce meno; se la Red October predilige correre e realizzare massicce dosi di punti in contropiede, l’EA7 preferisce transumanze a ritmi decisamente più lenti.

Morale? Che Milano parta favorita è oggettivo, che poi episodi quale quello di Coppa Italia a Firenze (nella sostanza se non proprio nella forma...) possano essere replicati non è da escludere. Ed è ciò che auspica il popolo biancoblù in questa serie di derby.

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