Erano in 1.500 a vedere Cantù       Poster e arbitro donna le sorprese
La festa dei giocatori a fine gara (Foto by Butti)

Erano in 1.500 a vedere Cantù
Poster e arbitro donna le sorprese

Sbalzi di umore dei tifosi durante il derby con l’Urania Milano

Un vittoria per riprendere fiato, per provare a convincere gli scettici e per confermare una regoletta: dopo ogni sconfitta (una in Supercoppa, due in campionato), Cantù non ha mai steccato l’appuntamento successivo. Detto e fatto anche stavolta: ko contro la Bakery, riscossa contro l’Urania Milano. Per un primo posto che torna, per ora, a essere anche un primato solitario.

Subito un paio di soprese per i tifosi giunti a Desio. Un poster della squadra da mettere sotto l’albero e, per la prima volta, un arbitro donna nella terna: la veneta Chiara Maschietto. Che dire del pubblico? Il dato dice 1.589 presenze, più di quelli che c’erano contro la Bakery di domenica. In termini assoluti, considerando la partita fissata di martedì, non sono nemmeno pochi. Ma, nell’immensità del PalaBancoDesio, sembrano la metà della metà. Tra l’altro, per motivi legati al Covid (c’è un positivo nel gruppo squadra) non c’erano nemmeno gli annunciati calciatori del Como sugli spalti. Dovevano essere in cinque (gli aficionados Iovine, Gabrielloni, oltre a capitan Bellemo, Bolchini e Solini), ma per ovvie ragioni non si è presentato nessuno.

C’era, nonostante la chiusura per l’inizio dei lavori per la variante, il Basket Club Tremezzina, capitanato dal presidente Claudio Vaccani. Il giro della Val d’Intelvi per raggiungere Cernobbio, valgono una medaglia al merito per l’indomito club di appassionati del lago.

Ma lo spettacolo offerto da Cantù, nei momenti di lucidità, piace e diverte. Applausi per le schiacciate di Bayehe e Nikolic e per le giocate sempre intelligenti di Cusin. Poi, nei momenti di blackout, anche il pubblico sembra smarrito. Dopo il parzialone di 15-0 dell’Urania che porta le due squadre negli spogliatoi, arriva qualche applauso di incoraggiamento, ma si sentono bene anche fischi di disapprovazione. Le pause, insomma, sono poco tollerate, specialmente contro avversari non irresistibili, ma certamente agguerriti.

Ma, al rientro dagli spogliatoi, quando le mani di Allen e Johnson si scaldano, la difesa si rimette funzionare a dovere e il contropiede riprende volare, allora le cose tornano come nei primi minuti. E gli applausi sono soprattutto per Cusin: la sua esperienza è un valore aggiunto per questa Cantù ancora alla ricerca della perfetta quadratura. E che stoppata nell’ultimo quarto…

Ricapitolando. Alla fine, si può disquisire su tanti argomenti, ma non sui numeri, che nello sport sono importanti. Cantù resta prima, 20 punti tondi tondi: 10 vinte e 2 perse. Almeno per queste 48 ore, quelle che portano al recupero tra Udine e Torino.


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