Frates: «A Cantù sono
arrivate solo prime scelte»

È già tempo di bilanci per il direttore tecnico biancoblù

Inventarsi una nuova vita nel basket a sessantadue anni: nessun problema per Fabrizio Frates, che da trenta frequenta quotidianamente i parquet italiani ed europei.

Adesso, nella nuova veste di direttore tecnico della Pallacanestro Cantù, è pronto a dare un grande contributo in termini di esperienza ed entusiasmo.

La giusta dose di emozione – ha raccontato di aver sbagliato destinazione il giorno del raduno, andando al Pianella invece che a Vighizzolo – per un ritorno a Cantù in un’annata molto particolare. In cui c’è, fondamentalmente, da ricostruire per tornare in alto.

Nella costruzione della squadra c’è tanto di suo. Con tutta la soddisfazione di aver centrato tutti gli obiettivi: «Credo sia la prima volta che mi capita una situazione del genere in carriera: del resto, una volta che Torino ha perso la finale playoff, ci siamo indirizzati su un mercato di A2, visto che non avevamo più molte speranze di riammissione in serie A. I giocatori che sono arrivati sono tutte prime scelte: devono essere orgogliosi di giocare a Cantù. Credo che sarà bello poter lavorare con la squadra che avevi pensato potesse essere la migliore per affrontare la stagione. E confermo la mia impressione: l’appeal di Cantù ha pesato nelle scelte dei giocatori».

Prime impressioni dopo pochi giorni di lavoro? «Siamo appena entrati in palestra, sono stati giorni di lavoro intenso. È un gruppo di bravi ragazzi, arrivati tutti in buone condizioni fisiche il che è un merito. Per ora non ci sono intoppi, ovviamente siamo molto attenti a gestire possibili acciacchi tipici di questo periodo. L’idea è non forzare, per non compromettere la preparazione: il monitoraggio è continuo. Sono arrivati tutti tirati a lucido, Allen sta smaltendo le trenta ore di viaggio, ma si è presentato bene. Johnson? Confidiamo nel suo arrivo nel fine settimana, in modo che lunedì possa essere in campo con noi».

Anche l’atteggiamento dei giocatori ha colpito il dt canturino: «Tutti sono positivi, responsabili e autonomi. Mi sembra chiaro che tutti abbiano le idee chiare su cosa vogliamo noi da loro e cosa vogliano loro da quest’annata. Ho visto la faccia giusta, ed è un primo passo importante. L’obiettivo è trovare al volo una chimica tecnico-umana in modo da poter accelerare».

Compresi i giovani aggregati del Pgc: «Con loro siamo un bel numero e si lavora a pieno regime, con quattro canestri montati in palestra. A tal proposito, vorrei spendere due parole sullo staff: direi che ci siamo irrobustiti. Oldoini è un assistente di esperienza con tante competenze, ha lavorato con me e Pianigiani in Eurolega in più ci sono due ragazzi Sorci e Sacripanti jr con tanta voglia di imparare e molto disponibili, che avranno un occhio soprattutto per i giovani del Pgc».

E Frates, nel suo nuovo ruolo, tra campo e scrivania, sembra starci alla grande: «È davvero un bel lavoro, a trecentosessanta gradi, molto coinvolgente. Non dimentico mai, però, di essere fondamentalmente un allenatore. Do una mano, metto al servizio della squadra la mia esperienza e con lo staff punto sempre a un dialogo costruttivo per migliorare il lavoro».

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