I nuovi arrivati di Cantù
«La riporteremo dove merita»

Grande entusiasmo nella squadra del tecnico Sodini

I nuovi arrivati di Cantù «La riporteremo dove merita»
Matteo Da Ros a colloquio con il coach Marco Sodini

«Riportare Cantù dove merita di stare». Sembra quasi un coro, che si è levato – il giorno del raduno – dai nuovi giocatori della S.Bernardo-Cinelandia Park. Certo, perché arrivare in Brianza in A2 non può che voler dire promozione immediata nel posto in cui la squadra ha scritto oltre ottant’anni di storia.

Una voce unanime, da parte dei tanti volti nuovi. Che, a Vighizzolo, sono passati in rassegna per presentarsi e raccontare sogni e ambizioni di un’annata importante. Come importante è stata, per esempio, quella della guardia toscana Francesco Stefanelli a Rieti, con 16 punti di media: «Ho stimoli altissimi e il mio obiettivo è disputare una stagione ai massimi livelli. Il coach ci ha fatto capire subito a cosa dobbiamo ambire». La promozione è l’obiettivo dichiarato, ma Stefanelli non si accontenta: «Cantù ambisce alla serie A, ma ovviamente vogliamo essere al top in tutte le competizioni che si presenteranno di volta in volta. Vogliamo dimostrare il nostro valore anche sul campo».

L’ultimo arrivato a Cantù tra gli italiani, in ordine di tempo, è la guardia-ala Giovanni Severini. Una trattativa che si è protratta per qualche giorno, dal momento che la Scaligera Verona – la sua vecchia squadra – aveva bisogno di trovare un sostituto prima di liberare il giocatore. Guardia-ala, promette battaglia «Voglio contribuire a riportare Cantù dove merita. Le mie caratteristiche? Penso di dare il meglio di me in difesa, mentre in attacco la mia arma migliore è il tiro da 3. Mi piacerebbe però essere per Cantù un giocatore completo, utile nel sistema di gioco».

«Nascondersi sarebbe stupido – gli fa eco Lorenzo Bucarelli, altro toscano doc del gruppo, primo arrivo ufficiale della stagione -, non possiamo dichiarare obiettivi diversi dalla promozione. Vogliamo farlo vincendo più partite possibile». Miglior Under 23 della scorsa stagione in A2, Bucarelli si sofferma sulla categoria: «È una palestra importante per i giovani. Ma qua giocano perché sono forti, non in quanto giovani. Tanti meriterebbero spazio anche in A».

Spazio che vorranno avere anche due lunghi come Stefan Nikolic e Ilia Boev. Il primo, serbo di formazione italiana, arriva da due anni praticamente sempre in panchina nella Virtus Bologna: «Sono qui perché ho sposato il progetto di Cantù, praticamente le mie ambizioni combaciano con quelle del club: in passato ho imparato tanto ma giocato poco e ora vorrei farlo. C’è una visione pluriennale, ma dobbiamo concentrarci sui nostri obiettivi immediati: un passo alla volta e andremo lontano». Il più giovane del gruppo è un prodotto del vivaio canturino, il russo – pure lui con formazione italiana – Ilia Boev: «Gioco a basket da pochi anni, per me la A2 è già un grande traguardo, ma punto sempre a migliorare. Il mio sogno? L’Eurolega…».

I più scafati Matteo da Ros e Luigi Sergio non hanno dubbi sulle potenzialità della squadra. «Ho trovato subito professionalità – ha detto Da Ros - e una pressione in linea con gli obiettivi». Sergio è invece un grande conoscitore della A2: «Serviranno fisicità e costanza, come dimostra l’ultimo campionato: sono arrivate in fondo le squadre più profonde. Io metto al servizio di Cantù la mia esperienza».

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