«Io, il Cusin di sempre E a Cantù diamo tempo»
Tutta la grinta di Marco Cusin (Foto by Butti)

«Io, il Cusin di sempre
E a Cantù diamo tempo»

Il centro rientrato alla base: «Non facciamoci prendere dall’ansia della promozione»

«Sono lo stesso Cusin di sempre: esperienza, poco attento alle statistiche, ma pronto a lavorare sporco per la squadra». Poco importa se sarà solo per un paio di mesi – ma il rapporto potrebbe proseguire – o per un anno. Marco Cusin è tornato a Cantù, subito schierato da coach Sodini contro l’Orlandina dopo un solo allenamento con i compagni.

«Sto bene, grazie a Torino»

Del resto, a 36 anni e un fisico perfetto, ci ha messo poco a entrare nei meccanismi della squadra: «Devo ringraziare Torino, che mi ha permesso di lavorare nel prestagione. Sto bene, ma devo ancora entrare nei meccanismi, anche se devo dire di aver trovato un coach e dei compagni molto disponibili. Cresceremo tutti insieme».

Ma uno come Cusin in A2 avrà vita facile? «No e spiego il perché. Affronteremo squadre diverse da noi. Come per esempio l’Orlandina, che prende palla, corre e tira. Noi a un certo punto ci siamo messi a imitarli, facendo muovere poco la palla e non è questo il nostro modo di giocare. Abbiamo un alto livello di pallacanestro, giocatori che sanno come muoversi. Potrebbe essere, anzi sarà, una stagione molto complicata: l’ho fatta a Caserta due anni fa ma fa poco testo, mentre l’ho vinta 15 anni fa…».

Cusin è tornato in una Cantù molto diversa da quella che aveva conosciuto nel suo biennio 2012-2014: «Ci sono stati molti problemi, ma so che è stato fatto un grosso sforzo perché Cantù sopravvivesse. E ora è stata allestita una squadra a cui va dato tempo: non bisogna avere l’ansia della promozione, ma la consapevolezza di dover crescere, perché comunque l’obiettivo di tutti è arrivare pronti per giocarci un grande finale di stagione».

A livello emotivo, per Cusin la scelta di tornare è stata ottima: «Conosco tutto di Cantù. È una città che vive di pallacanestro. Inoltre ci sono aspettative e pressioni: bene così, significa che c’è un obiettivo da raggiungere e che la gente si aspetta qualcosa di importante. E spero che il pubblico ci aiuti, come fece spesso allora: ricordo vittorie clamorose ottenute in casa contro Milano e Siena».

Da Ros? Grande esperienza»

Il lungo di Pordenone ha firmato un contratto di due mesi, data l’incertezza dei tempi di recupero del giovane Boev. Quello dei lunghi è un reparto su cui si è operato con grande attenzione in estate: «Bayehe è un ragazzo giovane che lavora e ha voglia di crescere e che crescerà grazie al fisico e all’elevazione. Da Ros non ha bisogno di presentazioni, è un giocatore di grande esperienza. Nikolic ha grande voglia di mettersi in mostra e ha mentalità serba: per indole, può dare qualcosa in più a livello di energia e determinazione».

Domenica a Pistoia sarà subito una sfida importante: «Ammetto di conoscerli poco, ma in questo momento è la squadra da battere perché ha già in bacheca un trofeo. Quindi è già una partita che ha già un valore».


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