La festa della Coppa
Colonia 40 anni dopp

Numero 5 Fausto Bargna, 6 Giorgio Cattini, 7 Beppe Bosa,, 12 Antonello Riva (che ovazione per il bomber!), 14 il capitano, Pierluigi Marzorati

Luci spente al palazzetto all’intervallo lungo. Sui led luminosi a bordo campo, la foto del trionfo. La Coppa Campioni posizionata a centrocampo: quante italiane possono vantare un trofeo del genere nella propria bacheca? Si contano sulle dita di una mano.

E Cantù, in questo elenco ristretto, c’è. Entrano in scena le leggende, gli eroi di Colonia. Il 25 marzo del 1982, la “piccola” Cantù, riusciva a battere il grande Tel Aviv nella finalissima di Coppa dei Campioni. Una serata che fece entrare di diritto Cantù tra le grandi del basket europeo, prima società del vecchio continente ad avere tutti i maggiori trofei nel proprio palmarès.

A quarant’anni di distanza la celebrazione a Desio con alcuni di quei protagonisti. Numero 4, primo chiamato, Denis Innocentin, di cui dopodomani ricorre l’anniversario della nascita: c’era la sorella Isabella. Numero 5 Fausto Bargna, 6 Giorgio Cattini, 7 Beppe Bosa, 9 Antonio Sala, 10 Umberto Cappelletti, 12 Antonello Riva (che ovazione per il bomber!), 14 il capitano, Pierluigi Marzorati.

Infine lui, il “vate”, il grande coach di quella magica serata, Valerio Bianchini. A lui era toccato invitare al palazzetto i tifosi con un videomessaggio, a lui – del resto è un maestro di basket e comunicazione - è toccato ricordare Colonia: «È bellissimo essere qui a celebrare questo anniversario. Significa trasmettere ai giovani l’orgoglio di essere di Cantù. Per me allenare Cantù, come si dice oggi, è stato un “upgrade”, un miglioramento straordinario. La nostra era una squadra compatta, di alto livello: se sono diventato un allenatore internazionale lo devo a loro e a questa Coppa. Onore a questa società, a questi leggendari ragazzo e onore al basket canturino».

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