Mezzo Como in tribuna
a tifare per Cantù

«1-5-22: tutti in curva!». La firma è degli Eagles, lo striscione è una chiamata a raccolta. C’è la data – si sapeva -, ma è arrivato anche il manifesto pubblico

«1-5-22: tutti in curva!». La firma è degli Eagles, lo striscione è una chiamata a raccolta. C’è la data – si sapeva -, ma è arrivato anche il manifesto pubblico. Appeso fuori dal PalaBancoDesio. L’ennesimo, dopo tanti peregrinare in giro per l’Italia, senza mai entrare a vedere la partita. È finita la quarantena che i tifosi si sono autoimposti: si torna a palazzo, si torna a tifare. Si torna a fare quello che si è sempre fatto, fino a due anni e rotti fa. Ne avrà bisogno Cantù, nell’ultima in casa contro Ravenna. La sensazione è che ora più che mai la squadra ne abbia davvero un gran bisogno. Quella contro i romagnoli sarà quindi la prova generale prima dei playoff, che cominceranno la settimana seguente.

E allora, forse, si può dire davvero addio alla curva color cemento armato, vuota e senza troppo calore. C’è voglia di colore, coreografie. Di tifo. C’è davvero curiosità intorno a quello che combineranno gli Eagles alla loro “prima” stagionale: facile immaginare qualche colpo di teatro. Sarà anche interessante vedere le presenze: chissà se dopo due anni, una retrocessione, la polemica con la società e mille vicissitudini, anche il gruppo Eagles sarà rimasto compatto anche nei numeri che ha sempre saputo esprimere.

Intanto, ancora una volta, Cusin è stato trascinatore e capopopolo, in campo e fuori. Una palla recuperata e via di corsa ad attaccare il ferro, un canestro clamoroso dall’angolo, una corsa in difesa agitando le braccia e guardando le tribune come a dire: «tirate fuori la voce e fatevi sentire». In piedi in panchina a protestare per un’infrazione di passi di Chiusi non ravvisata dalla terna arbitrale. Che leadership.

A dar manforte ai 1303 presenti a Desio contro Chiusi, c’erano anche i giocatori del Como. Oltre ai “soliti” Alessandro Gabrielloni (“orfano” dell’idolo Luigi Sergio) e Alessio Iovine, c’erano anche Matteo Solini, Tommaso Arrigoni e Alessandro Bellemo. Per il capitano del Como, prima volta assoluta a Desio: «Bella esperienza, speriamo davvero che Cantù riesca a tornare in serie A. Ma i tifosi, dove sono?». Arrivano, arrivano…

© RIPRODUZIONE RISERVATA