Forlì-Cantù è stata anche altro
Grande vetrina per mostri sacri

Giachetti, Bruttini, Vitali e Cusin, gli over 35 protagonisti della serie

Forlì-Cantù è stata anche altro Grande vetrina per mostri sacri
Luca Vitali (a sinistra) e Marco Cusin
(Foto di Gorini)

Si respira aria di normalità al PalaFiera di Forlì vestito a festa con 2800 persone. Un po’ per la bella presenza della gente al palazzo e dall’altra perché le emozioni e gli episodi dei playoff regalano qualcosa di magico. Il rispetto reciproco è sia in campo, dove i giocatori più esperti instradano la partita sui binari della correttezza, sia sugli spalti dove le tifoserie evidentemente si stimano particolarmente con rapporti vanno avanti da una settimana. Si è tornati alla normalità anche grazie alle protagoniste: Cantù e Forlì sono a tutti gli effetti due grandi mostri sacri della pallacanestro che sanno cosa vuol dire vivere grandi eventi.

Per tutta la serie a fare la differenza spesso e volentieri sono stati Giachetti, Bruttini, Vitali e Cusin, over 35 che ci tengono ancora ad insegnare pallacanestro. La speranza è che i tanti bambini sugli spalti, che durante l’intervallo si sono riversati sul parquet per un giro di tiri liberi all’americana, abbiano con sé carta e penna per prendere appunti su quanto producono questi mostri sacri.

I più fortunati attaccati al campo, ove però i prezzi sono vertiginosi e alquanto improponibili (60€), possono godersi le lunghe chiacchierate tra Cusin e Vitali che creano un’élite a cui non ha il pass per entrare in considerazione nessuno o quasi. La sfrontatezza di alcuni giovani, infatti, alle primissime esperienze su questi palcoscenici rimane ancora tutta da dimostrare.

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