Sacchetti: «Giocato bene a tratti, qualche black out di troppo»

Interviste «C’è stata troppa sufficienza, non bisogna arrivare a giocarsi queste partite sugli ultimi tiri»

Una partita sulle montagne russe. La pratica Trapani sembrava facilmente archiviabile per l’Acqua S. Bernardo Cantù, invece ha dovuto soffrire più del previsto in terra siciliana. Tanto che Meo Sacchetti, dopo il match, ha ammesso di averla dovuta vincere «tre volte».

Già, perché Cantù ha effettuato un vero e proprio saliscendi. Dominatrice nel primo e nel terzo quarto, spietata nella parte finale, come solo una grande squadra sa fare: «Abbiamo fatto un break importante nel primo quarto – ha spiegato l’allenatore di Cantù - poi abbiamo giocato sulle punte e concedendoci troppi momenti di relax, che hanno dato fiducia agli avversari che sono arrivati fino a -5. Nel secondo tempo siamo partiti bene, anche in questo caso abbiamo piazzato dei parziali importanti, ma non è stato sufficiente e abbiamo dovuto lottare fino alla fine per portarla a casa».

Primi dieci minuti stratosferici, con l’80% al tiro e un vantaggio largo. Ciò che meraviglia però è la discontinuità di Cantù che nell’arco della stessa partite ha vissuto momenti differenti: «Abbiamo difeso bene a sprazzi senza concedere tiri facili. Nel terzo quarto quando ho chiamato timeout a due minuti dalla fine ho fatto vedere che eravamo a zero falli. C’è stata troppa sufficienza, non bisogna arrivare a giocarsi queste partite sugli ultimi tiri. Siamo riusciti a portarla a casa lo stesso, ma non sempre ce la si fa. Le partite finiscono dopo quaranta minuti. Ci era già capitato con Rieti dove abbiamo vinto ai supplementari, con Trapani e con la Stella Azzurra Roma all’overtime».

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