Un caffè con Bob Burgess? Il pezzo del Muro è in città

Simpatica iniziativa per appassionati e tifosi L’americano è a disposizione oggi alle 14.30 al Capolinea

Bob Burgess torna a Cantù, in visita ai luoghi in cui lui stesso contribuì alla nascita della leggenda. E la leggenda è il famoso “Muro di Cantù”, ossia il trio di lunghi con cui coach Boris Stankovic amava far giocare la sua Levissima alla fine degli anni ’60: con Burgess, Alberto Merlati e Alberto De Simone. Al loro fianco, altri “mostri sacri”: Carlo Recalcati, Antonio Frigerio e Carlos D’Aquila.

Quel “muro” fu un’intuizione clamorosa, un’interpretazione della pallacanestro innovativa, coraggiosa, e che portò grandi risultati. Primo tra tutti, il primo scudetto della Pallacanestro Cantù-Oransoda, al termine della stagione 1967/68.

E oggi, Burgess sarà a Cantù, in gita di piacere con la sua numerosa famiglia. Ottantatrè anni, Burgess è in Italia con un lungo seguito di parenti e oggi sarà ospite di un gruppo di suoi ex compagni e amici. Pranzeranno insieme al ristorante Capolinea a Cantù. E lo stesso Burgess sarà disponibile, dalle 14.30, per incontrare i suoi tifosi per una foto o un autografo nella saletta riservata per l’occasione: “Un caffè con Bob”, si potrebbe titolare.

Oggi Burgess arriverà a Cantù, in Piazza delle Stelle, per un primo giro di fotografie. Non mancherà un passaggio in sede in via Como, per un saluto alla dirigenza. Con lui ci saranno, oltre a Marzorati, anche Alberto De Simone, Antonio Farina, Ciccio Della Fiori, Michele Marino e Franca Rossi, figlia del cuoco e della governante che accudivano i giocatori di Cantù al college negli anni ’60.

Al Capolinea, ci sarà una saletta allestita con i colori dell’Oransoda e con una carrellata di fotografie d’epoca con Burgess e i protagonisti della storia canturina.

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