Petrucci: «Non al blocco»
Ma il ripescaggio è altra cosa

«Il campionato è partito con queste regole e finirà con queste regole. Nessuno potrà modificarle»

Petrucci: «Non al blocco» Ma il ripescaggio è altra cosa
Basket Cantù gianni petrucci
(Foto di La Provincia)

«Il campionato è partito con queste regole e finirà con queste regole. Nessuno potrà modificarle. Voglio chiarire un punto a tutte le Leghe: l’organico lo fa la Federazione». Sembra una bomba sganciata sulla Pallacanestro Cantù e sulla possibilità di rivederla in A: il bottone però non l’ha premuto uno qualsiasi, ma il presidente della Federbasket in persona, Gianni Petrucci.

In un’intervista al Corriere dello Sport, il numero uno del basket ha voluto ricordare che è sempre alla Federazione che spetta l’ultima parola. E che, seppur in abile politichese, non sono tollerati scatti in avanti da parte della Lega. Una situazione tutta ancora da verificare.

Ora, Cantù non ha mai detto di credere al blocco delle retrocessioni, ma crede fermamente nella possibilità di un ripescaggio. Che al momento nessuno si sente di escludere, ma nemmeno di garantire, tantomeno Petrucci.

Il botta e risposta Fip-Lega è proprio su questo punto: Petrucci va all’attacco del blocco, che ancora da qualche parte viene ventilato, ma non affonda sul ripescaggio. Che sarà un tema, legato ovviamente al possibile cambio di format della serie A. Solo a quel punto si potrebbe aprire una pista per Cantù. Che, per ora, preferisce non commentare.

La società è ferma sull’intenzione di procedere, se si potrà con un ripescaggio oneroso. C’è parecchio ottimismo sulla possibilità di farcela, ma anche molta prudenza. Perché, prima di giugno informazioni certe non se ne avranno.

Petrucci è stato molto chiaro, ancora una volta, sull’impossibilità di cambiare le regole in corsa: «Sul piano umano – ha detto Petrucci a proposito della retrocessione di Cantù - mi dispiace molto, è una società storica. Ma le regole sono queste e dobbiamo rispettarle. In campionato si lotta per lo scudetto e per non retrocedere: quindi è un segnale di normalità come avviene nel calcio».

L’idea di un

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