«Qualcuno ha la testa altrove
ma io comunque tengo duro»

Intervista con l’allenatore dell’Acqua San Bernardo Cantù, Evgeny Pashutin.

«Qualcuno ha la testa altrove ma io comunque tengo duro»
Evgeny Pashutin, 49 anni, russo di Soci
(Foto di foto Butti)

Coach Pashutin, conoscendo la storia di Gerasimenko, non ha avuto il sospetto che avrebbe potuto ritrovarsi in questa situazione?

«Io sono stato onorato fin da subito della chiamata di Cantù. Sapevo tutto. Sapevo che ci sarebbero stati limiti di budget, ma che il team sarebbe stato competitivo e che anche io avrei anche contribuire a renderlo competitivo, perché questo rientra nei compiti di un allenatore. Ho firmato, fissando l’obiettivo, dicendo che Cantù avrebbe potuto qualificarsi per i playoff».

E ora? Ne è sempre convinto?

«L’obiettivo non è cambiato, ma cambia il modo in cui va perseguito, alla luce delle difficoltà che ci sono state in questi mesi. Ora la nostra priorità è stare insieme, crederci, serve unità di intenti tra staff, squadra e società. Credo che si debba ragionare partita per partita, a maggior ragione dopo quello che è successo».

La difesa è un suo chiodo fisso, ma i passi in avanti in questi mesi non sono stati significativi. Come mai?

«Io credo nella mia filosofia: con la difesa si vincono i titoli. Altri allenatori pensano il contrario: li rispetto, ma non condivido il loro pensiero. Però per ottenere una grande resa in difesa, serve una costanza che ora ci manca. Anche per le note vicende societarie, qualcuno è un po’ svogliato e ha la testa altrove. Ma non mi piango addosso, la situazione migliorerà. Io ci credo e tengo duro».

L’intervista integrale sulla Provincia di venerdì 21 dicembre

© RIPRODUZIONE RISERVATA

True