Quando Tortu andò
al camp di Cantù

Anche un’estate al Cantù Basket Camp nel 2010, come dimostra la foto estratta dall’archivio del Centro Minibasket brianzolo

Festeggia anche la Pallacanestro Cantù per l’oro olimpico nella 4x100 di Filippo Tortu.

Il velocista classe 1998, che, grazie a un’ultima frazione da urlo ha regalato insieme a Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Fausto Desalu uno storico oro nella staffetta all’Italia, non ha mai nascosto la sua passione per il basket. Se il suo cognome non tradisce le origini galluresi del padre (ex velocista originario di Tempio Pausania), non tutti sanno che Filippo è nato a Milano e ha sempre vissuto in Brianza (la madre è di Carate).

Una famiglia di cestisti, quella da parte di mamma: lo zio Nicola Foschini ha giocato in serie A con la maglia di Cantù nella seconda metà degli anni ’90, mentre il cugino, Federico Foschini, ha fatto tutte le giovanili con il Progetto Giovani Cantù per poi militare in varie formazioni brianzole tra serie C e serie D. Tante partite viste al Pianella con lo zio Nicola e il cugino Federico. Non solo, anche un’estate al Cantù Basket Camp nel 2010, come dimostra la foto estratta dall’archivio del Centro Minibasket brianzolo.

È un ricordo poco nitido quello del Cantù Basket Camp, che comunque non nasconde la sua gioia per l’impresa di Filippo: «Come Minibasket Cantù in quegli anni facevamo due settimane di Camp, la prima al Toto Caimi di Vighizzolo e la seconda a Chiesa Valmalenco - spiega il presidente Antonio Tieghi -. Ieri mi hanno mandato le foto di Filippo con la nostra maglia. Ho parlato con i tecnici e il ricordo è quello di un ragazzino molto educato e appassionato di basket. Siamo fieri di Filippo per il successo di Tokyo. Siamo orgogliosi del fatto che sia passato dal nostro Camp».

Le parole di Sergio Del Vecchio, ex allenatore del Pgc, del Minibasket Cantù e delle Bocce Erba: «Filippo aveva partecipato alla seconda settimana del Camp a Chiesa - precisa -. Era venuto perché c’era suo cugino Federico, che io ho allenato nel settore giovanile di Cantù. In quegli anni Filippo già correva e ricordo che suo zio Nicola mi aveva rivelato che suo nipote era destinato a un futuro nell’atletica».

Tortu sta a Cantù come Gianmarco Tamberi sta all’Olimpia Milano. Entrambi gli ori olimpici non hanno infatti mai nascosto la loro passione per le rispettive squadre e per la palla a spicchi. Basti pensare che per Gimbo si era parlato nel recente passato anche di un futuro nel tre contro tre.

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