Severini, difesa e attacco per la A
«A Cantù non ci nascondiamo»

Un altro dei nuovi arrivati che ha le idee molto chiare su squadra e obiettivi

Severini, difesa e attacco per la A «A Cantù non ci nascondiamo»
Giovanni Severini (Pallacanestro Cantù)
(Foto di Butti)

Primo obiettivo correre. E forte. L’ha capito al volo Giovanni Severini, ultimo degli italiani tesserato dalla Pallacanestro Cantù per affrontare la serie A2.

Ultimo in ordine di tempo, ma “adocchiato” ben presto dai responsabili di mercato: il suo nome è stato infatti tra i primi a circolare, il ritardo con cui si è arrivati alla chiusura della trattativa era semplicemente legato alla necessità della Scaligera, la sua vecchia società, di trovare un rimpiazzo adeguato.

«La prima settimana è stata dura – ammette Severini -, abbiamo lavorato forte a livello atletico e tecnico. Non solo: sono già stati inseriti alcuni concetti-base e quello principale è che dovremo correre tanto. Il che vuol dire giocare in contropiede ed essere aggressivi in ogni situazione. È un progetto tecnico in cui tutti siamo già pienamente coinvolti con fiducia: praticamente la preparazione la stiamo facendo tutta in campo, con la palla e sarà un lavoro utilissimo per tutta la stagione».

In A2 a Forlì e un triennio alla Scaligera Verona, per Severini – 28 anni – è arrivato il momento di riprendersi una serie A toccata ma non ancora vissuta fino in fondo.

La sua storia dice che, dopo le giovanili nella Mens Sana Siena – e tanta esperienza accumulata come aggregato giovanissimo –, la massima serie si è riproposta ad Avellino: «Gli anni di Siena, seppur da aggregato, sono stati importanti perché facevo parte di un gruppo da Eurolega. Poi ad Avellino ho avuto un minutaggio crescente con Sacripanti in panchina».

E Pino non è l’unico “incrocio” canturino della carriera: «Sempre ad Avellino ho conosciuto Frates, subentrato a Vitucci. E poi c’è un rapporto duraturo con Della Fiori, che era il mio gm a Verona. Mi ha voluto lui alla Scaligera, mi fa piacere che la stima sia ancora intatta: lui e Sodini sono le persone che più mi hanno voluto a Cantù».

Non dev’essere stato quindi difficile convincere Severini a spostarsi in Brianza: «Ho avvertito la voglia della società e dello staff di avermi qui. E questo è un presupposto principale per ogni trattativa. Ovviamente Cantù è una piazza importante, il che ha facilitato la scelta: gli obiettivi sono di primissimo piano, non ho avuto dubbi».

Dove si vedrà maggiormente il contributo di Severini alla causa? «Mi considero un buon difensore, sono pronto quindi a dare il mio apporto in questo senso. Sarà una squadra votata alla difesa forte: siamo strutturati e atletici, si potrà anche alternare diversi tipi di difesa. Con recuperi e rimbalzi è più facile correre».

Con l’obiettivo, ben chiaro in mente, della promozione: «Non ci nascondiamo: l’obiettivo è la promozione. Le difficoltà ci saranno, vincere non è mai facile, specialmente quando tante squadre puntano più o meno dichiaratamente a salire. Le possibili rivali? Sulla carta Udine, Verona, Torino e Forlì. Il livello è alto, inoltre come ogni anno ci sarà la classica sorpresa».

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